google maps e i teppisti del gis

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Qualcuno gli chiama “neogeografi”, perché usano gli strumenti per trattare dati geografici in maniera non formale o non analitica, ma citando, in un altro contesto, Nicolò Rigacci – uno dei “gis hacker” più divertenti e competenti della scena italia, sarebbe spesso meglio usare il termine i “teppisti” del GIS[1]. GIS sta per Geographical Information System, tradotto in italiano in Sistemi Informativi Territoriali e, detto in banal modo, non e’ altro che la gestione/manipolazione/consultazione dei dati geografici attraverso i computer.
Sulla parola “teppisti” invece non offendetevi se pensate di rientrare in questa categoria, il termine non vuole essere dispregiativo, ma solo un piccolo monito per ricordare che le potenzialità dei dati geografici sono molte di piu che una semplice rappresentazione di una mappa su web.
Il termine “neogeografia” ha origini ben più vecchie[2], ma il fenomeno di questo “teppismo” si e’ evoluto in maniera esponenziale all’interno del Web2.0.
Web2.0 e geografia sono il sinonimo di Google Maps.
Vediamo allora di capire vantaggi e svantaggi di questo strumento.
Mettere in discussione Google Maps può sembrare cosa da folli: chi non va periodicamente a consultarlo per cercare un indirizzo? Ormai le mappe che produce sono diventate di uso talmente comune che appaio non solo sui siti web ma anche su cartelloni pubblicitari, inserzioni di giornali e in alcuni casi anche vetrine di negozi.
La tecnologia che ci sta dietro e’ stata copiata da molti altri progetti, Google fa anche parte dell’Open Geo Spatial Consortium (dove vengono definiti gli standard del GIS), il servizio e’ affidabile, stabile e gratuito.
Pubblicare una mappa sul proprio sito, con qualche segnalino per mettere in evidenza dei punti di interesse, o avere un servizio per conoscere il percorso da effettuare o scoprire dove si trova una via o inserire una latitudine ed una longitudine per averne la mappa … sono operazioni molto semplici e alla portata di tutti grazie alla tecnologia di google maps.
Queste sono le esigenze che Google Maps soddisfa, non sono sicuramente poche, sono facilmente accessibili anche attraverso cellulari, e ricoprono le necessita dei “neografi”.
Se pero’ vogliamo capire meglio le cose, vogliamo rendere la nostra architettura più snella (Ad esempio: cosa succede se sulla mappa voglio rappresentare tantissimi punti? Siamo sicuri che non serva un computer più potente per farlo? Perche’ invece che delegare il calcolo della rappresentazione di questi punti al client non lo facciamo fare al server producendo una immagine?) e veramente vogliamo poter produrre analisi più complesse, beh, allora dobbiamo cercare di andare oltre altrimenti diventiamo come quella signora che ha denunciato google maps per essere stata investita su una tangenziale che stava percorrendo a piedi grazie al suggerimento del suo iphone interrogando gmaps (ma quando e’ arrivata sulla strada trafficata non ci ha proprio pensato che stava facendo una follia?).
Quindi? Cosa manca in google maps?
La critica più banale e’ sicuramente quella dell’aggiornamento del dato. Mentre sul fronte delle fote aeree (ortofoto) non c’è molto da discutere visto non possiamo (al momento) pensare che Google fotografi in tempo reale il mondo, su quello dei dati che rappresentano reticoli stradali, punti di interesse ed altro … beh … su questi il problema si fa più grosso.
Rimane sempre quello dell’aggiornamento (se un comune cambia la toponomastica di qualche via, e’ molto difficile che il giorno dopo sia già su google maps), ma ancora più grosso quello dell’errore.
Errare human est, e quindi e’ comprensibile che qualche strada non sia proprio giusta ma quando il camion si incastra perché cercava un percorso alternativo? O di villaggi che chiedono di essere cancellati dalle mappe.
Anche se il problema esiste, comunque non e’ facile dare una soluzione, visto che il problema e’ sempre dietro l’angolo e molti altri sono gli errori[3]
Quello che pero’ davvero non piace e’ trovarsi cose che non esistono proprio.
Puntando la mappa alle coordinate 53.800651,-4.064941 si scopre la cittadina inglese diArgleton , peccato che proprio non esista.
In questo caso si tratta di dati fasulli inseriti dal fornitore di Google (Teleatlas) come forma di controllo per evitare che qualcuno copi i dati (lo stesso fornitore di molti software di navigazione).
Di questo esempio ne esistono altri[4], e forse possiamo anche vivere felici (se la città non esiste, perché cercarla?), quindi la critica può far sorridere, però è importante tenerla a mente.
Scendendo nei tecnicismi c’è invece da dire che Google ha introdotto un nuovo sistema di proiezione, lo scopo? Quello di rendere la mappa più bella :).
Si tratta di una variazione della proiezione di Mercatore, che genera un piccolo “problema”: i due poli vengono completamenti ignorati.
Ai fini di quello che sono gli scopi di Google Maps va più che bene visto che ai poli non ci sono strade da rappresentare.
Quando pero’ costruiamo applicazioni complesse sopra il servizio di google maps, questa domanda ce la dobbiamo porre.
Il vero teppista del GIS solleva le spalle e risponde “Ma che importa! L’errore sarà di qualche metro e poi più mi avvicino alla crosta terrestre e meno l’errore si fa notare”.
Peccato che il teppista in questione dimentica che la terra non e’ piatta, che quei pochi pixel sullo schermo invece possono essere centinaia di metri, che quei pochi pixel che vedo nel nord Europa sono una misura molto molto più grande rispetto al sud e molto molto altro.
Già … i sistemi di riferimento e l’approssimazione dei dati sono le prime cose che il teppista del gis sottovaluta.

Esiste poi tutto un altro scenario che è quello di poter manipolare i dati grezzi, dall’operazione più banale come cambiare i colori con cui la mappa viene rappresentata, a quelle più complesse come il calcolo di aree su superfici a tre dimensioni ed altro ancora.
Tutto questo con Google Maps non e’ possibile (a meno che non venga sviluppato un servizio a tale scopo).
Gli sviluppatori del gioco online del monopoli monopolycitystreets(ora chiuso) si sono trovati davanti al problema di misurare la lunghezza delle strade, ridisegnarle e associare nuovi dati.
Tutta la tecnologia e’ stata sviluppata usando google maps e flash, ma per fare i calcoli sulle lunghezze delle strade avevano bisogno del dato grezzo (hanno trovato cosi’ risposta usando i dati raccolti nel progetto openstreetmap).
In conclusione: pieno rispetto per tutti questi neografi e al contributo che google maps ha dato alla conoscenza della geografia, peró, se non si vuole diventare dei “teppisti del gis”, il consiglio è quello di avere un po’ di consapevolezza di cosa vogliano dire questi concetti. Un buon punto di partenza è “A gentle introduction to GIS” – http://linfiniti.com/dla/

[1] http://lists.faunalia.it/pipermail/gfoss/2008-February/008197.html
[2] http://www.d-log.info/on-neogeography.pdf
[3] http://en.wikipedia.org/wiki/Google_Maps#Criticism
[4] http://en.wikipedia.org/wiki/Google_Maps#Phantom_Settlements

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