Creative Commos 3.0 in italiano e diritti sui dati

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Creative Commons Italia annuncia l’uscita della versione 3.0 delle loro licenze – http://creativecommons.it/3.0

L’annuncio dettaglia i vari miglioramenti, ma, sul fronte del diritto sui generis sulle banche dati (pertanto le questioni legate agli open data) recita

Rinuncia al diritto sui generis sulle banche dati:
In Europa le licenze CC devono confrontarsi con il cosiddetto diritto “sui generis” sulle banche dati. Quest’ultimo, a differenza del diritto d’autore, finisce per proteggere il contenuto dei database e per questa ragione si tratta di una norma insidiosa, specie in ambiti come la ricerca scientifica. Creative Commons Science ha sottolineato come l’esistenza di tale diritto su opere scientifiche contenenti banche dati e rilasciate sotto licenza CC rischiasse di vanificare completamente le finalità della licenza stessa in ambito europeo. Le licenze CC 3.0 europee sono dunque caratterizzate dalla completa rinuncia a far valere il diritto sui generis sulle banche dati: resta comunque tutelato il diritto d’autore per quel che riguarda la struttura della banca dati, assieme ad altre caratteristiche “espressive” della stessa. Ma è garantito il libero utilizzo dei fatti e delle informazioni contenute nella banca dati.

Da qui alcune considerazioni/domande

  • qualsiasi tipo di vincolo/permesso su un dataset rilasciato con licenza Creative Commons va a difendere struttura e metadati, ma i dati contenuti diventano di pubblico dominio
  • la licenza IODL pensata sui dati, che dichiara la sua compatibilità con la licenza CC-BY-SA, forse non è poi così compatibile
  • i dati di DBPedia (dati che derivano dall’analisi dei contenuti di Wikipedia) non sono da considerarsi CC-BY-SA
  • … e più in generale nel produrre dei dati da contenuti rilasciati con licenze CC, la licenza da adottare sui dati prodotti è libera scelta di chi ha fatto l’operazione? (es. ricalcare una foto aeree per avere dei dati geografici)
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