La Provincia Autonoma di Trento e il software libero – aka un disegno di legge sul software libero

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In Trentino, più precisamente a Trento, esiste da oltre 10 anni il LinuxTrent – un gruppo di attivisti di software libero che si è sempre dato un gran da fare ottenendo spesso molti risultati e creando il clima giusto sul proprio territorio per sensibilizzare al problema.
Uno dei primi successi del clima culturale – nato per iniziativa dell’allora assessore provinciale all’innovazione Gianluca Salvatori – si ottenne con la delibera 1492 (la scoperta dell’america!) “Linee guida in materia di Interoperabilità e Open Source” a cui segui la delibera 2247 per la costituzione di un centro di competenza per il software libero dal nome CentrOS.
Nello stesso periodo il consigliere provinciale Mauro Bondi proponeva un ulteriore disegno di legge “Norme in materia di pluralismo informatico e di incentivazione della diffusione del software libero nella Provincia Autonoma di Trento
Purtroppo queste azioni mancarono le aspettative ma, comunque, un primo percorso era stato tracciato e l’interesse si faceva sempre più ampio e spiegare cosa fosse il software libero ad altri attori della scena della pubblica amministrazione non era comunque un terreno arido.
Nel tempo ci furono un susseguirsi di iniziative, in particolare da parte dei due comuni più grossi della Provincia:
il comune di Trento e di Riva del Garda firmavano delle delibere sull’uso di formati aperti e il comune di Rovereto passava totalmente a OpenOffice.org.
Quest’ultima operazione, oltre che a destare il consorzio dei comuni del Trentino che diedero vita al convegno “OpenComune” con la naturale conseguenza che l’azione venne adottata da molti altri comuni della Provincia, ha di recente destato anche il noto programma televisivo “Le IENE”.
L’operazione di migrazione a OpenOffice.org poi è anche nei piani dell’APSS – Azienda Provinciale Servizi Sanitari che proprio al convegno OpenComune raccontava la pianificazione di questa migrazione.

Certo, gran parte di queste iniziative nasce anche alla crescita del software libero e della cultura intorno ad esso (la manifestazione LinuxDay quest’anno compie 11 anni) ma serve una spinta in più ed ecco che il consigliere provinciale Michele Nardelli ha proposto un nuovo disegno di legge

adozione del software libero ed open source, dei formati, dei dati aperti e dei diritti digitali del cittadino

Il testo è reperibile al sito del consigliere – http://www.michelenardelli.it/uploaded/documenti/ddl%20software%20libero%20versione%20corretta.pdf

Come si evince dal titolo il disegno non si ferma solo sul software, ma anche sui format e – in particolare – sui dati.
L’intero disegno si presenta in 11 articoli. L’articolo 3 è dedicato alle definizioni, in chiave copyleft, sia per i dati che per il software che per i formati e i contenuti, mentre l’articolo 6 si esprime in materia di formazione (scuola).
Gli articoli a seguire mettono in evidenza poi la necessità di un organo di controllo (articolo 7) che dia poi vita ad un centro servizi per la società dell’informazione (articolo 8).

Ora staremo a vedere come il tutto si evolverà.

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