Quattro motivi per cui una P.A. deve riflettere nell’uso di Google Maps 9

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gmaps?

  1. La toponomastica e il cambio dei numeri civici sono dati che Google Maps non può sapere prima di una P.A.
  2. Lo strumento di Map Marker di Google Maps concede in licenza i dati inseriti a Google e quindi ne limita il riuso

    […] Pubblicando i Contributi dell’Utente sul Servizio, l’Utente concede a Google una licenza perpetua, irrevocabile, per tutto il mondo, gratuita e non esclusiva, a riprodurre, adattare, modificare, tradurre, pubblicare, rappresentare pubblicamente, visualizzare pubblicamente, distribuire e creare opere derivate da, i Contributi dell’Utente. […]

    fonte: https://www.google.com/mapmaker/intl/it/mapfiles/s/terms_mapmaker.html

  3. Quello che c’è su Google Maps lo decide Google: una attività commerciale potrebbe essere presente sulla mappa mentre un altra no. Questo potrebbe essere interpretato come mancanza di neutralità
  4. Il sistema di geocoding obbliga a visualizzare i dati generati esclusivamente con Google Maps come sfondo (di fatto non sono open data).

    the Geocoding API may only be used in conjunction with a Google map;
    geocoding results without displaying them on a map is prohibited. For complete details on allowed usage, consult the Maps API Terms of Service License Restrictions.

    fonte: https://developers.google.com/maps/documentation/geocoding/#Limits

… e comunque sarebbe sempre bene leggersi tutti i termini di utilizzolicenza compresa.

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9 thoughts on “Quattro motivi per cui una P.A. deve riflettere nell’uso di Google Maps

  1. Reply antonio dinetti Ago 20,2013 18:19

    La PA deve distribuire i suoi dati Anche in kml. CONVERTITI DA GIS. Altra cosa e’ usare le Api di gm che ha anche molte altre controindicazioni.
    C’e’ da dire che ad oggi gli open data messi in kml o kmz sono abbastanza deludenti.
    Antonio Dinetti

    • Reply napo Ago 23,2013 07:49

      I quattro punti di sopra non hanno nulla a che vedere con la distribuzione dei dati, non mi torna quindi questo commento nel contesto.
      Per il resto concordo che KML aiuta a capire i geodati e che va presentato assieme ad altri dati.
      Un esempio virtuoso che cito sempre è quello dell’open data della città di Vienna, dove i geodati vengono distribuiti in diversi formati (GML, JSON, KML, GeoRSS, CSV ed ESRI Shapefile), tramite API (usando WFS e WMS) e con relativa preview su come il dato è usato nel sistema informativo comunale (di fatto una chiamata al webgis del piano urbanistico con la visualizzazione attiva del tema scelto).
      Infine viene scelta la proiezioni WGS84 (ergo EPSG:4326) nella distribuzione.
      Il tutto viene fatto in maniera trasparente grazie a idonee chiamate al loro servizio WFS.
      Un esempio lo si vede qui:
      http://data.wien.gv.at/katalog/citybike.html

      Ne ho parlato qui a suo tempo
      http://www.slideshare.net/napo/i-dati-geografici-come-punto-di-partenza-per-una-strategia-open-data

      In ogni caso ripeto: non capisco il nesso fra quanto scritto nel post in cui si invita a fare attenzione a Google Maps con le strategie di distribuzione dei dati.

  2. Reply antonio dinetti Set 18,2013 13:44

    E’ semplice. Alcune amministrazioni usano google maps e le sue API per produrre dati.Il che può andare. Ma se ad esempio si usa georeferenziare siti dall’indirizzo, e come accenni con la toponomastica, nascono disastri. Quindi la chiave del mio intervento, era l'”Anche”maiuscolo.
    Oggi la PA ha scoperto GE e GM(megliotardi), ma la chiave per un efficace uso del kml è la conversione da shp benedetti e comunicati dal Sistema Cartografico nazionale WGS84. Solo se prodotti e convertiti ab origine il risultato è spettacolare. (specie se con link alle basi dati normative collegate ai geodati).
    Morale: le API di GM sono un formidabile strumento se usato consapevolmente consapevolmente. I cloud PA dovranno tenerne conto.

    • Reply napo Ott 24,2013 16:32

      Se alcune amministrazioni usano google maps e le sue api questo e’ un problema sul fronte del riuso in quanto i termini di utilizzo parlano chiaro su come questi possono essere riutilizzati. Di fatto non permettono di fare open data, a meno che l’ente non abbia un accordo con google ma dubito fortemente.
      Su questo rimango fermo: una PA deve essere consapevole dei termini di riuso imposti dallo strumento di cui fa uso, pertanto non concordo con la tua morale.

      Quanto al discorso KML io continuo a sostenere che non e’ un buon formato per i dati geografici.
      KML e’ pensato e studiato per visualizzazioni attraverso gli strumenti di Google.
      Quindi un formato per visualizzare e archiviare geometrie e non per distribuire dati.
      Gli attributi di un KML sono quelli che spiegano come un file dovrebbe essere visualizzato, con quali colori ed altro ancora.
      Dati interessanti, che possono anche essere personalizzati, ma per quello che invece riguarda gli attributi delle geometrie il tutto si riassume in un campo stringa utile per visualizzare delle informazioni al clic sull’oggetto.
      Detto in altro modo: se volessi interrogare le geometrie rispetto ad un loro attributo, non e’ possibile con un KML.
      Un esempio: ho degli edifici di cui conosco il numero di piani e la tipologia di tetto. Il KML raccoglie questi dati in una unica stringa dal nome “Description” e, quindi, se volessi interrogare il dataset attraverso i valori che quelle due variabili possono assumere, non mi e’ possibile in maniera diretta.

  3. Reply Antonio Dinetti Nov 29,2013 10:59

    caro @napo,
    la discussione su OSM, OGC e API google è molto stimolante e ci sarebbe molto da dire. Resta secondo me il fatto che gli open data siano dedicati a chiunque ne voglia fare riuso. Da questo punto di vista concordo che la politica di licenza di Google deve far riflettere, ma nel contempo dire che il kml/kmz non è open ( come molti smanettoni amici affermano),secondo me è sbagliato.
    Innanzitutto io posso essere interessato a riusare su un’altra piattaforma i kml, ( ad esempio crowdmap che ti permette di caricarli come layer di base di raccolte dati dal territorio, magari con osm usato di base come nel caso della Sardegna). Dopodichè è evidente fin dal 2004 che Google earth non sia un vero gis, dal momento che visualizza magnificamente ma non permette query. Ciò non toglie che io possa effettuare conversioni da gis professionali su kml o kmz per permettere RIUSO. La realtà secondo me è che la PA ora va sul cloud e metterà lei a disposizione API e Open data raw o sottoforma di dati aggregati. sotto ci metto osm, ortofoto regionali, o quello che voglio.
    Senza nulla togliere ad un progetto rivoluzionario come OSM, che ha ed avrà ostacoli da superare e limitazioni tecniche; Come tutte le altre piattaforme. L’importante è non precludersi alcuna possibilità di riuso.
    Parlo da esperto di analisi territoriale e pianificazione,(affamato di ortofoto), da cittadino che vuole contribuire a diffondere conoscenza del territorio,da “anziano geogeek”.(all’epoca non c’era il termine):-)

    • Reply napo Nov 29,2013 11:30

      Antonio, non credo di aver mai detto che KML/KMZ sono formati non sono open format, sostengo piuttosto che non sono formati open data.
      Nel senso che un KML, secondo me, è comparabile a quello che fa un PDF, anche se qualcosa in più da un KML la estrai.
      Il KML è senza ombra di dubbio un formato utile a rappresentare geodati usando i prodotti google, ma non è congeniale per trasportare dati.
      Fino ad ora non ho trovato un KML i cui attributi delle geometrie siano ben descritti definendo se si tratta di una stringa o di un numero.
      Gli unici attributi che ho visto fino ad ora che hanno queste caratteristiche (+ o -) sono quelli della definizione dello stile del layer, ma per quello che concerne altro mi sono sempre trovato un tag “description” con dentro un insieme di tag html per definire come deve essere il popup al clic.
      Pertanto, mi sembra un formato utile a far capire alle persone cosa è il contenuto dei dati – e pertanto è utilissimo che questo formato sia anche reso disponibile – ma il riuso richiede comunque un po’ di elaborazione per permettere analisi più complesse, pertanto meglio che i dati siano trasportati con formati idonei allo scopo.
      Il KML lo ritengo un formato monco, in quanto mi da le geometrie, ma sugli attributi c’è da lavorare.

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