Referendum per l’indipendenza del Veneto: i conti della serva non tornano 34

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(aka un piccolo esercizio di data journalism con gli open data di ISTAT, ministero degli interni e osservatorio delle dinamiche elettorali del consiglio regionale veneto)

In questi giorni si è parlato molto del referendum per l’indipendenza del Veneto e dei suoi numeri strabilianti: 2,5 milioni di votanti e quasi 2 milioni di sì. Repubblica ha anche commissionato il sondaggio Demos che conferma che l’interesse per la questione esiste.
Davanti a questi annunci però si rimane abbastanza scettici.

Il motivo è semplice: quanti abitanti ha il Veneto?
La risposta la si trova sul sito del censimento ISTAT dove, al primo gennaio 2013 appaiono 4.857.210. Pertanto, basandosi con i numeri dichiarati, è facile mettere in piedi un piccolo sondaggio dove, alla domanda “Hai votato per il referendum?”, una persona si ed una no, dovrebbe dare risposta affermativa.

Veneto e province

image from wikimedia commons by NormanEinstein cc-by-sa 3.0

A questo punto, è possibile organizzare anche un esercizio di data journalism utilizzando i vari open data ed offrendo un metodo utile per il futuro.

Il referendum è avvenuto attraverso la votazione online (anche se erano previste altre formule come telefono o gazebi).
È quindi lecito affermare che i requisiti obbligatori per poter esprimere il voto devono soddisfare queste tre caratteristiche:

  • essere residente in Veneto e avere il diritto al voto (quindi i maggiorenni, riducendo il tutto a poco meno di 4 milioni, ovvero 3.984.962)
  • avere un collegamento ad internet
  • essere andato a votare

Non va inoltre sottovalutato dal totale degli aventi diritto al voto anche quella categoria di persone che, per diverse ragioni (es. salute), non vanno a votare.

Per capire questi valori è necessario avere i dati, molte risposte vengono dall’ISTAT, ma, per farsi una idea sull’atteggiamento degli elettori veneti si può prendere visione dei dati distribuiti dal Osservatorio delle dinamiche elettorali del consiglio regionale del Veneto.
Su questo sito è possibile scaricare i file con i dati del numero di elettori e dei votanti delle ultime elezioni regionali, provinciali e comunali suddivisi per anno.
Grazie a questi dati, e a quelli dell’elenco dei 581 comuni del Veneto (sempre offerto dall’ISTAT) è possibile farsi una idea della partecipazione alle questioni elettorali dei cittadini di questa regione.
Come tipologia di elezione che, solitamente, crea maggior partecipazione siamo andati a guardare le elezioni comunali.

osservatorio elettorale veneto

Delle elezioni a sindaco avvenute negli ultimi 5 anni siamo andati a sommare il numero di elettori che hanno partecipato. Nei casi in cui, alcuni comuni (per la precisione 70) hanno avuto più elezioni, si è scelto di prendere il valore più alto
Questo per avere una sovrastima ed essere sicuri di non sbagliare per difetto.
I risultati ottenuti sono stati poco meno di 4 milioni per gli aventi diritto al voto (3.974.817), quindi un valore non molto diverso da quello degli indicatori dell’ultimo censimento ISTAT, ed un numero di votanti di circa 3 milioni (2.929.515).

Ulteriore conferma arriva incrociando i dati delle rilevazioni semestrali del corpo elettorale pubblicate dal Ministero dell’Interno del 2011 che confermano, con una leggera differenza, quanto calcolato (3.997.521).»

In sintesi è possibile già dire che il referendum per l’indipendenza veneta, per raggiungere i 2,5 milioni ha avuto bisogno di quasi il 100% delle persone che normalmente vanno a votare in Veneto.

Aggiungiamo però una ulteriore considerazione: quante persone hanno accesso ad internet?
ISTAT offre un bel dataset dal nome utilizzo del PC e di Internet negli ultimi 12 mesi diviso per regioni.
Un dato che, agli scopi di questa analisi, risulta particolarmente interessante.
La lettura dei dati dice qualcosa di particolarmente affascinante: l’uso della Rete è in costante crescita e, nel 2013 questo ha coinvolto il 60% della popolazione.
Sempre facendo i conti della serva, e consapevoli di fare una sovrastima sul numero di persone che avrebbero partecipare anche in virtù del fatto che la percentuale raccoglie la popolazione dai 6 anni in su (e quindi includendo anche persone non aventi diritto al voto), si arriva a poter dire che le persone che solitamente votano alle elezioni in Veneto e che sono solite utilizzare internet è meno di 1,8 milioni (1.757.709).
Un numero decisamente più basso rispetto a quello dichiarato sul totale delle persone che hanno partecipato al referendum online ma che risulta essere più verosimile nel soddisfare il requisito: elettore veneto che solitamente va a votare e fa uso di internet.

nel grafico:
la colonna di sinistra indica il totale degli elettori dichiarati per plebiscito.eu
la seconda invece il numero di abitanti in Veneto secondo censimento ISTAT 2011
la terza il numero di veneti aventi diritto al voto secondo l’osservatorio delle dinamiche elettorali del consiglio regionale
la quarta il numero totale di votanti alle ultime elezioni comunali (fonte osservatorio dinamiche elettorali)
la quinta il numero totale di votanti alle ultime elezioni comunali scalato sulla percentuale di persone che utilizzano internet (fonte ISTAT)
L’ultima colonna rappresenta quindi il potenziale pubblico di partecipanti ad iniziative politiche online in Veneto

Questa analisi, basata su open data relativi alla popolazione e atteggiamento dei veneti alla partecipazione politica e all’uso di internet serve a farsi un’idea (per quanto ottimistica) del potenziale pubblico a cui questo genere di iniziative si rivolge.
Il risultato ottenuto da plebiscito.eu non sembra aderirà a questa stima. Certo, i conti della serva non sono sempre giusti ma spesso si avvicinano alla realtà, tant’è che, lo studio fatto da Loris Palmerini sul traffico internet monitorato da Alexa, Calcustat e Google calcola una media di 50.000 visite al giorno, ovvero 350.000 voti potenziali (circa un quinto).

Tornando quindi al piccolo sondaggio iniziale che diceva “Hai votato per il referendum?” è più probabile aspettarsi che, per questo genere di iniziative, la risposta affermativa arrivi da un veneto su cinque piuttosto che da uno su due.

Analisi e testi di Cristian Consonni e Maurizio Napolitano

L’angolo dello spippolatore

Sorgenti dati

Qualora ci si voglia cimentare nella stessa analisi, ecco l’elenco delle fonti:

Note metodologiche:

  • Per prepararsi al lavoro di analisi dati è bene creare subito una cartella dove si salveranno tutti i file necessari e aprire un documento (con un qualsiasi editor di testo) dove annotare le url dei siti che vogliamo utilizzare come fonti.
  • È sempre bene conservare una copia originale (non modificata) dei dati che si sono scaricati, per due motivi: alla fine dell’analisi è possibili ricondividere (sono Open Data!) i file utilizzati ed il metodo seguito, che deve essere documentato, in modo che chiunque possa ripetere l’analisi; inoltre è sempre bene tenere a portata di mano i file originali nel caso in cui si faccia qualche danno (succede sempre!) e si abbia bisogno di ricominciare da capo.
  • Confrontando dei dati provenienti da fonti diverse ed acquisiti in modo diverso (come nel caso dei dati dell’osservatorio regionale per le dinamiche elettorali e quelli del Ministero dell’Interno) si può effettuare un controllo incrociato aumentando l’affidabilità delle informazioni.
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34 thoughts on “Referendum per l’indipendenza del Veneto: i conti della serva non tornano

  1. Reply marco Mar 25,2014 20:03

    ma quanto tempo avete da perdere per nulla? Tra poco vi arriverà una bella mazzata sui denti, quando saranno presentate le certificazioni

  2. Reply nelsonmau Mar 25,2014 21:35

    @marco: per nulla? scoprire che il referendum è taroccato significa nulla? aspetto anch’io le certificazioni sul voto e soprattutto vorrò vedere chi le firma!

  3. Reply Paolo Pero Mar 26,2014 01:16

    Tutto molto interessante (escluso il link al sito di Palmerini che, essendo parte interessata, non è per nulla neutrale), ma non si tiene conto di alcune cose:
    – c’è gente che non va a votare alle elezioni italiane ma a questa cosa c’è andata di corsa
    – c’è chi ha votato dal PC di altri (con o senza assistenza altrui, e mi riferisco nel primo caso a chi non è pratico col computer)

    Per questo credo che sia meglio attendere che vengano fuori tutti i dati (compresi anche di numero di votanti per zona e per fascia d’età). Per ora l’unica cosa mostrata dagli organizzatori è uno screenshot che mostra che i collegati ad una certa ora in un certo giorno erano più di 1500 (il 50% da pc, il 40% da smartphone e il 10% da tablet), con una media in quella mezz’ora che stava sempre tra le 1000 e le 1500 (compatibile con i 550 voti al minuto necessari per arrivare ai 2 milioni e mezzo nelle 76 ore di voto).

    • Reply napo Mar 26,2014 08:43

      Grazie Paolo, ho provato a rispondere alle tue domande in un commento generico.
      Concordo che bisogna attendere i risultati di chi ha organizzato il tutto.
      Il nostro è stato solo un esercizio per venire incontro ad una curiosità in una pausa caffè.

  4. Reply Paolo Mar 26,2014 06:51

    Spero che il referendum non sia taroccato. Io non ho votato ma rispetto chi lo ha fatto. Se la consultazione è ritenuta valida bisogna assolutamente prenderne atto. In caso contrario gli autori devono prendersi le proprie responsabilità ed essere perseguiti per legge. E finitela con le chiacchiere sterili e demagogiche!

  5. Reply napo Mar 26,2014 08:41

    L’intento principale dell’analisi è quello di rispondere alla domanda
    “potenzialmente quante persone del veneto aventi diritto al voto, con interesse a votare lo fanno online?”
    questo è quello che si è cercato di fare per capire se realmente 2,5 milioni è un numero possibile.
    Non c’è ombra di dubbio che ciascuna delle quattro variabili (residente in veneto, diritto di voto (ergo maggiorenne), votante e utilizzatore di internet) può essere messa in discussione.
    Appena saranno pubblicati i dati di chi ha organizzato il tutto, sicuramente, ci sarà modo di capire meglio.
    Intanto alcune considerazioni sulle quattro variabili

    • residente in veneto
      se questa variabile non è esclusiva, allora potremmo riferirci a tutta la popolazione mondiale.
    • avere diritto al voto
      vale la considerazione di sopra, al massimo la si può circoscrivere al Veneto e quindi limitare al numero di abitanti
      nota: si è scelto di utilizzare i dati dell’osservatorio delle dinamiche elettorali anche per cercare di avere i residenti all’estero con diritto di voto
    • votante
      è vero che l’interesse per il voto dipende dal tema da affrontare, è anche vero però che – sempre se si escludono gli under18 – esiste anche l’estremità opposta di chi, ha diritto di voto, ma non è in grado di esercitarlo. Spesso si tratta di questioni di salute che portano a immobilità. Sicuramente internet aiuta a ridurre queste problematiche, ma comunque non risolve tutti i problemi. L’aver scelto il numero più ampio di partecipanti alle elezioni è stato dettato, in particolare, per cercare di individuare questa categoria di non votanti.
    • utilizzatore di internet
      sicuramente le persone si possono far aiutare, ma a quel punto cadrebbe il concetto di segretezza del voto anche se, ci sono diverse categorie (es. i non vedenti) che possono esprimere il diritto di voto per delega su una persona fidata.
      Eventualmente, nell’analisi fatta si potrebbe fare il ragionamento di aumentare del 60% il totale degli elettori votanti delle ultime elezioni, anche se, quella percentuale dell’uso di internet prende in considerazione anche i minorenni. Pertanto andrebbe rivista

    l’analisi è nata per diletto fra Cristian e me (che non siamo veneti e quindi non percepiamo alcune dinamiche) in una discussione in coda al bar chiedendosi quanti sono gli abitanti del Veneto e provando a fare due conti.
    Un amico poi ci ha invitato a raccontare il tutto su questo blog. Di fatto un semplice esercizio di data journalism basato su open data.

    • Reply Paolo Pero Mar 26,2014 12:03

      Per quanto riguarda le quattro variabili. Per la prima: oltre ai residenti c’erano gli iscritti all’AIRE. Per la seconda non c’è nulla da aggiungere. Sulla terza ho già scritto. Sulla quarta aggiungo solo che possiamo dare pure per caduto il concetto di segretezza del voto: venerdì scorso mentre viaggiavo in autobus il tizio sconosciuto seduto di fianco stava votando via smartphone ed ho visto tutto…

      Detto questo, il mio intento era solo quello di aggiungere un paio di considerazioni utili al dibattito, in attesa della pubblicazione dei dati che pare averrà a giorni su una rivista specializzata americana (almeno così ho letto sul Corriere del Veneto di oggi che pubblica un articolo basandosi sull’accusa di Palmerini, cioè sui dati di alexa, che come si sa li ottiene dalla toolbar che quasi nessuno installa…).

      • Reply CristianCantoro Mar 26,2014 12:53

        Ciao Paolo,
        volevo ribadire anche io un paio di punti, già indicati da Maurizio.

        Questo post vuole essere:

        • un modo per divulgare gli Open Data: mostrare che gli Open Data esistono, indicare alcuni siti che li forniscono e far vedere che possono essere usati da tutti;
        • un esercizio su come usare questi dati anche in ambito giornalistico: in questo senso l’intento del post è didattico e l’obiettivo è indicare un metodo di lavoro. Riassumendo: indicare sempre precisamente da dove si sono presi i dati, indicare chiaramente quali sono le ipotesi e le assunzioni fatte durante il ragionamento, spiegare con quali metodi e strumenti si sono elaborati i dati e dare anche qualche consiglio pratico;
        • un modo per insegnare una certa forma mentis. Sono un fisico di formazione perciò quando leggo un numero (ovunque) mi viene del tutto naturale chiedermi: “È ragionevole questo numero? Come lo confronto con altre quantità simili? Come è stato misurato?”. È il modo in cui gli scienziati approcciano la realtà ed è il modo che mi è stato insegnato.
          Per il resto vale la massima del noto astrofisico e divulgatore americano Carl Sagan: «Extraordinary claims require extraordinary evidence»

        In quest’ottica, mi interessa abbastanza poco se il numero ufficiale dei voti sarà infine 100.000 o 3 milioni (la cosa, magari, mi può interessare come cittadino ma questo è un altro discorso), questa analisi, con le sue ipotesi di lavoro e le sue conclusioni, non cambierà di una virgola (probabilmente quando usciranno i dati ufficiali ci si potrà fare nuove domande, ma questo è, ancora, un altro discorso).

        • Reply Paolo Pero Mar 26,2014 14:08

          Per quanto mi riguarda condivido l’intento che sta dietro all’articolo e che hai appena descritto. Le mie, come ho già detto, erano solo delle note aggiuntive per i lettori.

        • Reply hronir Mar 26,2014 18:33

          Ma è davvero un così “Extraordinary claims” che tanti veneti vogliano più autonomia e sovranità? Sì, sì, lo so che hai appena detto che una domanda del genere è off-topic… 🙂

          • Reply CristianCantoro Mar 27,2014 17:23

            Il “claim” di cui si parla non è la voglia di autonomia: il sondaggio linkato all’inizio condotto da Demos parla del fatto che il 48% delle persone intervistate ha detto di essere andato a votare o di avere l’intenzione di farlo. Il “claim” in questo caso è sul numero dei partecipanti e la domanda a cui si voleva rispondere è: come si rapporta questo numero rispetto al pubblico potenziale (individuato scegliendo le 4 caratteristiche di cui sopra).

            Cristian
            p.s.: tu quoque, hronir, me le hai insegnate (anche) tu queste cose 🙂

          • Reply hronir Mar 27,2014 18:18

            Eh, Cristian Cantoro, ma il fatto è proprio che a me queste analisi sedicenti “amorali” e meramente statistiche puzzano proprio di “morale”, e cioè mi sembrano un modo per minimizzare, quando non addirittura screditare, le istanze dei promotori del referendum per l’indipendenza del veneto. Ho la netta sensazione, cioè, che in mancanza di solidi argomenti contro la libertà dei veneti di ottenere una propria autonomia, ci si appigli ad argomenti “ortogonali” quali l’inverosimiglianza e/o l’irregolarità dei risultati del referendum.

            Ma vogliamo stare sui numeri? Be’, per quanto mi riguarda i dati dei referendari non mi sembrano in così grossa contraddizione col sondaggio Demos che citate: quest’ultimo parla di un elettorato diviso pressoché equamente (48% vs 49% più o meno 3.5%) fra votanti/non-votanti, mentre gli organizzatori parlano di un’affluenza di poco meno del 60% (2.36M su 3.975M). Io piuttosto mi domanderei se la forchetta del 3.5% sia ragionevole, o non sia invece troppo ottimistica, visto il campione di “sole” 800 persone rimasticato con criteri di ponderazione che immagino presi da situazioni elettorali difficilmente confrontabili con un referendum sui generis come questo sull’indipendenza (modalità di voto, durata delle votazioni, valenza dell’oggetto del voto, profondamente diverso da usuali consultazioni politiche/amministrative).

            In ogni caso, indipendentemente dal fatto che i numeri vengano confermati in dettaglio dalle certificazioni, è certo che in veneto ci sia forte attenzione sulla questione. E a meno di voler dissotterrare ragionamenti ottocenteschi, non vedo solidi motivi per ostinarsi a costringere la gente ad identificarsi con istituzioni in cui non si riconosce.

  6. Reply Alfonso Crisci Mar 26,2014 11:20

    Nice job Cristian e Napo.
    Good!

  7. Reply Max Mar 26,2014 19:48

    questa analisi è completamente farlocca.

    non considera che moltissime persone hanno votato nei seggi (account unico) e tramite l’aiuto di altri (personalmente ho aiutato a votare una decina di persone).

    Prima di scrivere cazzate informatevi, sul sito era chiarissimo.

    • Reply napo Mar 26,2014 20:14

      Il consiglio è di rileggere le considerazioni e motivazioni dell’analisi fatta. Non si tratta di mettere in discussione il referendum, ma di farsi una idea del potenziale numero di elettori.

  8. Reply agnese Mar 27,2014 09:26

    Premesso il fatto che con la statistica si può sempre manipolare i dati e i numeri (the big lies of statistics, libro del 1954), nel calcolo non avete considerato gli iscritti all´AIRE che hanno votato.

    • Reply CristianCantoro Mar 27,2014 17:47

      Per completezza, il numero di aventi diritto fornito tiene conto degli italiani residenti all’estero:
      «In particolare, per ogni comune sono riportati i seguenti elementi: la popolazione residente e legale; il numero delle sezioni elettorali (incluse le sezioni ospedaliere); il numero complessivo degli iscritti (distinti in maschi, femmine e totale); la cosiddetta “leva elettorale”, cioè il numero degli iscritti che avranno compiuto il 18o anno d’età nel semestre successivo a quello della revisione, ovverosia nell’arco di tempo 1o luglio – 31 dicembre 2011; il numero degli elettori italiani residenti all’estero.» (fonte: Ministero dell’interno” – pag.3, una delle fonti usate nell’analisi sopra).
      Come detto nel post sopra il numero ricavabile dai dati del Ministero dell’interno è leggermente superiore, per la precisione di 22704 unità pari allo 0,57% in più, rispetto ai dati ricavati dall’Osservatorio sulle dinamiche elettorali del consiglio regionale veneto che tiene conto anch’esso dei cittadini italiani residenti all’estero:
      «Il calcolo del numero di elettori non è sempre uguale negli anni. Infatti, dal 1979 nel corpo elettorale sono compresi anche gli italiani residenti all’estero», (Atlante elettorale del Veneto – pag. 19). Per altro, come viene fatto giustamente notare nell’Atlante l’aumento della base elettorale induce una riduzione dell’affluenza calcolata.
      Infine, rispetto al discorso sulle statistiche, come già ribadito sopra l’obiettivo era proporre una analisi dei dati fatta usando Open Data (si veda il mio commento in risposta a Paolo Pero).

  9. Reply xTen Mar 27,2014 10:22

    Ma questo calcolo tiene conto delle postazioni per votare?
    Io ad esempio mi sono reso disponibile e dal mio pc hanno votato c.ca 60-70 persone, moltri altre postazioni e in centri più grossi sono centinaia le persone che han votato dallo stesso PC
    Io sono ignorante in materia, ma credo che se dallo stesso PC votano 100 persone il “traffico” che ne risulta è sempre per 1 se questo studio non ha tenuto in considerazione questa particolarità allora non vale proprio nulla. Secondo voi ?

  10. Reply nicola Mar 27,2014 10:59

    Bel lavoro Napo!

  11. Reply Marco T Mar 27,2014 12:15

    Non ho sentito nessuno che ha votato nel mio paese in provincia di Verona.
    Parlando al Bar ed al lavoro mi sono accorto che non conosco nemmeno nessuno che conosca qualcuno che abbia votato.
    Credo che dei 2 milioni e passa non ci siano molti veronesi…
    Anche perchè nessuno non sapeva nulla del referendum se non dopo che l’hanno citato le varie testate giornalistiche.
    Mi piace questo lavoro statistico, e son curioso di sapere i dati precisi (con doc. di identità) dei votanti. Se la votazione è telematica, i dati dovrebbero essere istantanei, dove si posson consultare?

    • Reply FabrizioC Mar 27,2014 13:56

      Grazie Napo per le delucidazioni, purtroppo i detrattori usano anche esercizi da bar per…detrarre.

      Per Marco T, io invece ho votato e molti che conosco lo hanno fatto. Ma quello che dici ha una verita’. Infatti la distribuzioni dei codici, per motivi organizzativi , non e’ stata completa, soprattutto nella zona di Verona dove gli attivisti erano meno(purtroppo abbiamo parecchi gruppi independentisti che faticano a coordinarsi). Al contrario nelle Zone di Vicenza e Treviso le cose sono state molto diverse. Aggiungo anche che ci sono stati comuni che hanno messo a disposizione il loro sito web per le votazioni. La cosa bella e’ che adesso anche tu lo sai e i tuoi amici al paese… 🙂

      Il mio commento e’ off topic? chiedo venia, ma questo e’ il rischio di quando ci si avvicina a cose sentite dalla gente. Anche l’uso di questo blog per detrarre il referendum e’ off topic in fondo 🙂

      • Reply CristianCantoro Mar 27,2014 17:58

        L’obiettivo di questo articolo non è quello di dare valutazioni sull’iniziativa, ma di fornire dei numeri (popolazione del Veneto, numero di aventi diritto, numero di votanti alle ultime elezioni comunali, percentuale di persone che utilizzano internet) ricavati dalle basi di dati Open Data disponibili con i quali confrontare il numero fornito dagli organizzatori. Come ho detto in un commento sopra credo sia un atteggiamento da adottare ogni qual volta si legge un numero.

  12. Reply xTen Mar 27,2014 13:34

    Oggi su radio 24 13:20 la verità sul voto!

  13. Reply Luigi Mar 27,2014 14:01

    Io ho votato, che siano 2 milioni i voti forse anche no come non esistono i 200 mila voti NO. Non mi interessa tutta questa elucubrazione. Mi interessa che in in tanti (100 mila o 3 milioni) siano stufi di stare in uno stato che non ci rappresenta. Resto é chiacchiera: da Crozza a giornalisti pagati, a consulenti informatici specializzati quando fa comodo. Speriamo che la gente si faccia la doccia la mattina e riesca a leggere nel suo portafoglio (forse questo la stimola) Basta chiacchiere , solo fatti.

  14. Reply silvio Mar 27,2014 17:09

    Questo articolo è pieno di errori e congetture di partenza sbagliate che ovviamente falsano completamente il risultato al quale lo scrittore voleva arrivare.
    Prendo solo un dato, l’affermazione seguente:

    “In sintesi è possibile già dire che il referendum per l’indipendenza veneta, per raggiungere i 2,5 milioni ha avuto bisogno di quasi il 100% delle persone che normalmente vanno a votare in Veneto.”

    E’ stranoto che nelle consultazioni elettorali il Veneto è da sempre e storicamente è la regione con la più alta partecipazione al voto, tranne che negli ultimi 5 anni circa dove la disaffezione alla politica ha abbassato notevolmente tale partecipazione.

    Già da questo si capisce che l’articolo è fazioso: si sono presi i dati degli ultimi anni (bassa affluenza) spacciandoli per STANDARD Veneti.

    Il problema dell’indipendenza del Veneto è invece una cosa MOLTO sentita in questa regione ed è per questo che c’è stata molta affluenza.

    Se i signori Cristian Consonni e Maurizio Napolitano invece di perdere tempo in queste errate analisi statistiche avessero girato un po’ per il Veneto avrebbero visto che moltissima gente ha votato soprattutto dopo esserne venuta a conoscenza per passaparola.

    Ci sono sondaggi statistici commissionati anche da Repubblica che dicono che l’80% dei Veneti è indipendentista.

    Propongo una soluzione per togliere tutti i dubbi una volta per tutte: concedeteci un referendum ufficiale e poi faremo la conta dei voti.

  15. Reply anonimo Mar 28,2014 20:49

    Ben vengano analisi come queste – anche se ritengo vi sia qualche errore nelle assunzioni, e soprattutto nell’affermazione che siano assunzioni “conservative” (è peraltro giusto fare assunzioni conservative se si vuole smentire una null hypothesis, che in questo caso è “hanno votato almeno 2 milioni di aventi diritto?”).

    In particolare, è importante ricordare che anche persone che non “usano internet” possono aver votato
    a) per telefono
    b) nei chioschi predisposti apposta o
    c) con l’aiuto di amici e familiari che invece hanno dimestichezza col mezzo (N.B., questo non vuol dire violare la segretezza del voto: si pensi al caso in cui un nipote immette i dati della nonna, e le offre un tablet su cui premere il bottone SI o il bottone NO, girandosi mentre questa lo fa).
    Gli organizzatori del referendum, se non erro, mettono a disposizione i numeri di a) e/o b). Una buona analisi avrebbe dovuto cercare di recuperare questi dati, o altrimenti non moltiplicare per 0.6 quanti normalmente si recano al voto.

    Inoltre, è probabile o quantomeno possibile che l’affluenza al voto sia più alta che nelle votazioni “standard”, vista da un lato la possibilità di votare elettronicamente (quindi senza spostarsi e fare lunghe code ai seggi) e dall’altro la possibilità di votare per 6 giorni invece che per 1 e mezzo (anche qui, si potrebbe forse recuperare qualche dato sull’effetto della finestra di voto sulla partecipazione).
    E questo anche trascurando il fatto che molte più persone potrebbero essere favorevoli a esprimere la propria opinione su un quesito secco, piuttosto che una preferenza a un partito (quando diversi sondaggi in Italia pongono la fiducia nei partiti al di sotto del 10%).

    Infine sarebbe utile andare a guardare non solo il sondaggio Demos (commissionato da Repubblica) ma anche quello Ixe’ (commissionato dagli organizzatori un mese prima del voto) in cui il 73% degli intervistati si diceva intenzionato ad andare a votare qualora un referendum fosse stato tenuto (rispetto a, se non ricordo male, circa il 55% del sondaggio Demos). In quest’ottica, una percentuale di votanti pari a circa il 63% degli aventi diritto pare plausibile.

    Riassumendo. C’è molto rumore. Come non vi è nessun dato che permetta di scartare l’ipotesi di poche centinaia di migliaia di votanti, non ve ne è neppure nessuno che permetta di scartare 2 milioni e passa. Ben vengano analisi come queste invece che dati sparati un po’ a casaccio come fanno molti giornali, ma attenzione alle ipotesi!

  16. Reply Maurizio Napolitano Mar 29,2014 09:19

    Ciao Anonimo,
    concordo in parte sulla tua analisi.
    Come avrai capito i conti sono sempre stati fatti per eccesso e non per difetto.
    Ad esempio, fra gli indicatori ISTAT, si è scelto il valore massimo dell’uso di internet (il 60%) che si può riassumere così: persone del Veneto che fanno uso del computer almeno una volta all’anno di età dai sei anni in su.
    Sicuramente è un valore che non prende in considerazione gente che ha votato per telefono o ai chioschi, ma, dall’altra, allarga il raggio di azione.
    Quanto alla partecipazione concordo sul fatto che avendo un asse temporale più ampio e qualche difficoltà in meno per muoversi (anche se comunque esiste una categoria di persone che non ci riesce proprio) forse la partecipazione si allarga.
    Come scritto più volte il nostro è stato solo un esercizio per rispondere ad una curiosità, per avere una stima di un numero possibile in modo d’avere le idee chiare.
    In questi giorni ho sentito un po’ di amici veneti (circa un 30ntina) e, che hanno votato, ne ho contati solo due.
    Sicuramente le persone che conosco non sono un campione significativo perchè filtrate dal mio giro di amicizie, ma è un altro semplice conto che mi permette di farmi una idea.

  17. Pingback: The big bluff about Venice supposedly secessionist action explained |

  18. Reply Giorgio Mar 30,2015 10:06

    FYI

    INDIPENDENZA DEL VENETO, IL COI: “I VOTI AUTENTICI SONO 2,3 MILIONI, REFERENDUM LIBERO, VALIDO, DEMOCRATICO E LEGITTIMO”
    http://blog.plebiscito.eu/news/indipendenza-del-veneto-il-coi-i-voti-autentici-sono-23-milioni-referendum-libero-valido-democratico-e-legittimo/

    • Reply napo Mar 30,2015 10:41

      sarebbe interessante che il comunicato, oltre ai nomi dei valutatori, pubblicasse anche il documento finale, la metodologia usata e i dati raw

  19. Reply Giorgio Mar 30,2015 11:39

    Si presume sia possibile inoltrare richiesta tramite sito, per ottenere eventuali informazioni aggiuntive.

    Scandagliando il succitato sito si può consultare:Assessment sul livello di affidabilità dei dati del Plebiscito Digitale del 16-21 marzo 2014
    http://blog.plebiscito.eu/news/assessment-sul-livello-di-affidabilita-dei-dati-del-plebiscito-digitale-del-16-21-marzo-2014/

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