La tua presenza su Facebook vale 7 centesimi l’ora. Benvenuti nell’epoca del mezzadro digitale

Share Button

“Inventor by day, superhero by night” questa la frase con cui Anand Sharma, in arte AprilZero, si presenta nella sua pagina facebook (a cui si aggiunge poi la sua lista di eroi fatta da: Tony Stark, Don Draper&Valentino Rossi). Un ragazzo nato a Los Angeles divenuto un designer di successo attualmente residente a San Francisco dove crea aziende internet. Tutte queste informazioni si trovano sul progetto aprilzero.com a cui ha dedicato le sue energie da “supereroe” negli ultimi mesi. Di per sé si tratta del suo sito personale dove si trovano molte informazioni sul suo stato di salute, su cosa ha combinato durante la giornata, dove è stato ecc… ecc…
aprilzero_home

Come funziona Aprilzero

Tutte informazioni che vengono raccolte in automatico attraverso l’uso di diverse applicazioni (principalmente da smartphone): attraverso cardio raccoglie informazioni sulla frequenza cardiaca, runkeeper tiene traccia delle volte che va a correre, moves i suoi spostamenti a piedi e con vari mezzi di trasporto, istagram i suoi scatti, foursquare i luoghi che ha visitato, ed essendo poi anche un programmatore tutte le volte che ha interagito con github per tenere aggiornato il codice, attraverso poi un altra serie di device che si interfacciano ad iphone, tiene traccia anche della percentuale di grasso, la sua pressione ed altro ancora.

aprilzero_timeline

Il tutto viene presentato in un’applicazione dalla grafica più che accattivante dove, nella sezione sport, explorer e journal) si ha il suo stato di salute (con grafici dell’andamento dell’ultima settimana), la traccia dell’ultimo percorso fatto correndo, il numero di miglia fatte a piedi o correndo o arrampicandosi sulle pareti ed altro ancora.

La sezione explorer e journal mostra invece una timeline delle cose che ha svolto di giorno in giorno i posti che ha visitato (e di viaggi ne fa molti), il cibo che ha mangiato, le volte che è rimasto a lavorare davanti al computer e molto altro ancora. Quello che colpisce è, senza ombra di dubbio, l’aspetto grafico con cui il tutto si presenta e la semplicità con cui è possibile investigare i dati, in particolare la griglia esagonale da cui si accede ai vari luoghi che ha visitato (via istagram o foursquare).
aprilzero_august

Il dietro le quinte di questo lavoro è raccontato poi nella sezione journal (corredata a sua volta dagli scatti instagram) attraverso i post “The Making of Aprilzero” parte 1 e parte 2“. Lettura più che consigliata da cui si può conoscere: motivazioni, applicazioni e idee a il progetto si è ispirato, e l’elenco delle tecnologie utilizzate, molte delle quali open source e di frontiera.

La qualità del prodotto ha raccolto l’interesse di molte persone nel mondo, al punto che Sharma ha cominciato a ragionare sul progetto Gyroscope dove chiunque, una volta registrato, potrà collegare i propri dati e avere il suo “aprilzero.com”.

Molte sono anche le riflessioni nate intorno a questo risultato. Alcuni appunti riguardano la privacy, altri il modo di presentare i dati, altre invece le possibilità che si aprono ora che, dati che prima erano difficili da recuperare, diventano improvvisamente facili e velocemente assemblabili.

Il valore dei nostri dati

Il fatto che i nostri dati, da soli, hanno valore non è affatto una novità e che le aziende abbiano sempre cercato di chiederceli altrettanto. Credo che ognuno di noi abbia avuto un momento in cui è stato invitato da qualche negoziante, a compilare una cartolina per partecipare a qualche lotteria. Queste lotterie mettevano (e mettono ancora in palio) grandi premi anche di valori non indifferenti come auto sportive. Il prezzo? Compilare una scheda con qualche dato anagrafico e qualche piccolo extra. Tutto sommato qualcosa che a noi costa poco ma non di certo all’azienda che per raccogliere quei dati ha fatto un investimento non indifferente: comprare l’auto, stampare le cartoline, prendersi carico dell’invio, riportare i dati dal cartaceo al digitale per analizzarli. Il professor Felix Stalder ha fatto un semplice conto per farsi un’ idea di quanto valgono i dati degli utenti di Facebook partendo dal bilancio dell’azienda e dividendolo per il numero di utenti. Stefano Quintarelli lo ha ripreso e rivisitato nel blog post “quanto rendono gli utenti di Facebook” al fine di individuare quanto profitto rende un’ora di visita di un utente.

Il mezzadro digitale

Il calcolo è così diventato: 790.000.000 milioni / 1.320.000.000 utenti / 60,833 (ore/trimestre) = 0,0984 USDcent/ora, pertanto 7 centesimi di euro all’ora, 1,5 euro al mese, 4,5 euro al trimestre. Siamo davanti ad una rivoluzione? A qualcosa di diverso dal passato? Il sociologo Clay Shirky, nel libro Surplus cognitivo. Creatività e generosità nell’era digitale introduce una metafora molto interessante, quella del mezzadro digitale. Il concetto si rifà proprio alla mezzadria dove, il proprietario terriero offriva al mezzadro la propria risorsa (= il terreno) permettendo così a questo di farla fruttare e dividendo poi il guadagno. Una situazione “win-win” dove, creando una sorta di simbiosi, entrambi gli attori ottengono il risultato che vogliono.

Il mezzadro digitale non è nient’altro che l’utente di una applicazione online (Twitter, Facebook, Youtube … e, chissà, anche Gyroscope una volta che Anand Sharma avrà implementato il suo modello di business). L’utente è il mezzadro digitale, il servizio online il proprietario del terreno. L’uno ha bisogno dell’altro per coprire le proprie esigenze, si crea una situazione “win-win”, ma forse meglio scrivere “WIN-win” visto che, comunque, chi ha avuto l’idea di creare la piattaforma è sempre quello che riesce a guadagnare notevolmente di più. Può essere che un giorno questo cambierà (la mezzadria è stata vista anche come un momento importante nel passaggio dalla agricoltura tradizionale a quella contemporanea), credo però, che affinché questo accada sia importante offrire strumenti (open data, software libero, interoperabilità, riuso e sostenibilità sono le parole chiave) e stimolare creatività e competizione. Noi, mezzadri digitali, impareremo sempre di più il valore dei nostri dati personali, impareremo a capire quali e quando sono necessari. Esattamente come quando andiamo a votare: quel dato che l’elettore genera, da solo può apparire come qualcosa che conta poco o nulla, ma assieme a quello di altri che la pensano allo stesso modo, diventa sempre più importante e può contribuire a creare cambiamenti importanti.

Trento, 4 settembre 2014
Maurizio Napolitano

Share Button

Leave a Reply