Il vinitaly mi ha fatto perdere l’aereo, l’autista della navetta merita la mia stima

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Trento-Napoli: il percorso migliore rimane il treno diretto da Trento a Roma e poi il cambio verso Napoli, quello più economico e più rapido invece il volo diretto da Verona.
Fra gli spostamenti in treno da Trento a Verona, in navetta dalla stazione all’aereoporto, il check-in, il volo e la navetta dall’aereoporto di Napoli alla stazione centrale, la differenza in tempo fra la soluzione aereo contro quella treno è di circa mezz’ora.
Prenotando il volo per tempo poi le spese si riducono notevolmente.
Oggi era una di quelle giornate in cui mi aspettava il mio viaggio a Napoli. Partenza ore 8:10 dalla stazione di Trento con arrivo a Napoli per ora di pranzo e già mi gustavo l’idea di una vera pizza napoletana.
Arrivo alla stazione di Verona in orario, mi fiondo a comprare il biglietto dell’autobus e tutto sereno arrivo alla fermata della navetta verso l’aereporto con largo anticipo per arrivare in aereoporto.
Per Verona oggi sono giorni importanti a causa della fiera Vinitaly .
In stazione si vedono ovunque insegne che lo ricordano, ragazze pronte ad informare sull’evento, indicazioni per navette gratuite verso la zona fiera e per garantire i collegamenti ed una infinita coda alla fermata del taxi.
La fermata invece per la navetta verso l’aereporto è vuota, ma c’era d’aspettarselo visto che ero a cavallo fra le due corse, infatti, con calma la piazzetta si riempie solo che il tempo passa e non si vede nulla.
Tutte le persone vicino a me cominciamo a telefonare e si scopre che la città di Verona è intasata.
Assieme ad alcuni ragazzi tentiamo la via del taxi, ne riusciamo ad intercettare uno prima delle partenze, preghiamo di essere presi.
Arriviamo in aereporto, il volo parte fra 40 minuti ma … il checkin ormai ha chiuso e non ho più speranza per partire.

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Giro di telefonate per capire come fare, alla fine decido di tornare in stazione e prendere il treno.
Salgo sulla navetta e comincio il mio dialogo con l’autista (eravamo solo io e lui)

Accidenti! Lei non sa quanto l’ho aspettata in stazione. Non siete passati e così ho perso l’aereo!!!

Guardi, oggi è una disgrazia! C’è il Vinitaly e la città è intasata. Non ho mai visto questa situazione in tutti questi anni. Stiamo avendo un sacco di ritardo. Guardi, faccia attenzione, quella davanti a noi è l’altra navetta per l’aereporto. Siamo in due a spostarci ed ora l’ho raggiunta. Questo vuol dire che abbiamo accumulato un ritardo di un ora. Tutti i passeggeri dell’aereporto sono imbestialiti.
Spero che questa fiera faccia realmente aumentare le finanze della città, perchè fino ad ora abbiamo solo problemi di traffico. Evidentemente non siamo pronti.
Qui c’è troppa burocrazia e le istituzioni non si parlano. Sarebbe facile mettere assieme tutte le informazioni per prevedere questo traffico e creare una viabilità alternativa ed un potenziamento delle navette. Alla fine si tratta solo di un paio di fasce orarie, e basterebbe anche solo un vigile urbano.
L’altro giorno c’era e non c’è stata questa paralisi.
I dati ci sono e dovrebbero essere disponibili per prevede tutto questo

Il dialogo in realtà è stato intercalato anche da una serie di imprecazioni e molto altro.
L’autista però non ha mai usato le parole “smartcity” o “open data”, ma aveva molto chiaro l’importanza dei dati aperti, le opportunità che il digitale può offrire, si offriva per convidere la sua conoscenza per migliorare il tutto. Ragionava sul fatto che per condividere i dati e rendere le città più intelligenti è necessario cambiare i processi di gestione dell’informazione, i punti di vista e cominciare a collaborare di più.
Mi ha poi ulteriolmente incuriosito quando, alla mia osservazione di come l’autobus fosse tappezzato di immagini del Lago di Garda lui ha risposto

Dopo anni, qui, si sono accorti che hanno il lago di Garda, fra un po’ si accorgeranno anche che hanno le Dolimiti.
Da quando si sono accorti di questo è successo che ora hanno potenziato i collegamenti e, mentre le aziende chiudevano, non c’era più lavoro, ora si stanno rimettendo in moto. Abbiamo un patrimonio, dobbiamo solo lavorare per sfruttarlo e c’è ancora molto da fare.

Insomma, nonostante che questo Vinitaly mi abbia procurato una bella noia (adesso sto viaggiando in treno verso Napoli), la chiacchierata con questo autista mi ha rallegrato e mi ha fatto capire che le cose di cui mi occupo non sono per niente lontane dalla realtà.
Si tratta solo di essere meno fuffosi e più pragmatici.

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