Quando vincere è prima di tutto collaborare (cronaca della vittoria in coppa Triveneto)

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testimoneIl record del mondo sui 400 metri è di 43″18 (Michael Johnson, mondiali Siviglia 1999), mentre quello della staffetta 4×100 è di 36″84 (Giamaica, Olimpiadi Londra 2012). Nel primo caso un atleta ha corso per 400 metri, nel secondo, invece, 4 atleti hanno fatto viaggiare un oggetto, il testimone, sulla stessa distanza.
In un’ipotetica gara fra il testimone dei giamaicani e Michael Johnson, a vincere, con ben 7 secondi di vantaggio, è quell’oggetto trascinato dall’energia e sincronia di 4 diversi atleti. A vincere è quindi una squadra dove ciascuno mette il suo contributo con quello che ha e in armonia con gli altri.
Questo, le ragazze della serie C della Pallavolo C9 lo sanno molto bene e lo dimostrano ogni giorno.
Il risultato è sempre il frutto del lavoro fatto in palestra.

“Sudate, ma con il sorriso sulle labbra, consci che quel tabellone luminoso appeso in alto è l’elemento che può condizionare il nostro umore”

questa è la filosofia che abbiamo cercato di impostare.
Lunedì 6 marzo è stato un giorno importante per questa squadra: agli occhi degli esterni lo è per aver conquistato la Coppa Triveneto e poter affermare che la Pallavolo C9 è la miglior squadra di serie C del nord-est d’Italia, ma nel cuore della squadra lo è per l’insieme di tanti piccoli momenti importanti che, uniti, hanno permesso di ottenere questo risultato.
C’è tutta quella volontà di venire in palestra, di misurarsi con i propri limiti e di diventare invincibili ma, in particolare, c’è quel contributo generoso che ciascuna ha messo in evidenza durante la giornata.
Si era arrivati a qu12esta finale grazie anche al contributo di Gloria.
Nel giorno della finale di coppa Trentino Alto Adige (quella che dà poi l’accesso alla coppa Triveneto), il nostro libero Lucia era rimasta bloccata a letto a causa di un’influenza. Abbiamo così deciso di giocare con Gloria. Lei è ferma da un paio di stagioni ma continua ad allenarsi con noi, e visto che ha esperienza da vendere, abbiamo deciso di schierare lei.
Quel giorno (6 gennaio) lei ha giocato con tutto il cuore e questo l’ha ripagata poi nel risultato finale.
Il ruolo del libero è un ruolo molto delicato e, in una finale, è sempre meglio presentarsi con tutte le soluzioni possibili.
Il regolamento permette di avere 13 giocatrici in elenco qualora due rivestano il ruolo di libero, per noi equivaleva quindi avere le due persone più adatte a questo ruolo.
In Trentino Alto Adige c’è il vincolo che uno dei due però sia under18, e, per tale motivo, Debora – molto brava in ricezione (ma valida anche in attacco) – era pronta a cambiare casacca pur di aver maggiori soluzioni alle finali.
Questo vincolo però non valeva nel caso delle finali di Coppa Triveneto.
La nostra avventura è iniziata con la partita contro il Volley Dolo. Tutto era in ordine fino a quando, in seguito ad una difesa dove in diverse si sono lanciate sulla palla, Lucia ha preso una brutta botta alla testa mettendola fuori campo.
Gloria è subito entrata in campo e, dopo un partita sofferta, siamo riusciti a portarci via la vittoria, ma dato che sorprese però non finiscono qui e, appena siglato il punto della vittoria, lei è fuggita nello spogliatoio: stava male, stava vomitando … e non poteva così essere più disponibile per la squadra.
La seconda partita, quella decisiva, quella contro Villadies cominciava 30 minuti subito e con Lucia ancora dolorante e Gloria con lo stomaco per aria bisognava prendere una nuova decisione.
03_PrCATHo subito chiesto ad Anna, ottima in ricezione, attenta in difesa e abituata a gestire partite difficili, di rivestire un ruolo che non aveva mai coperto.
Lei si è fatta trovare pronta e le poche volte che si è trovata in difficoltà (più che altro per interpretare questo ruolo) ha subito trovato l’aiuto e degli allenatori, in particolare, della squadra.
Per vincere, per far correre il testimone sulla pista, servono tutte, ma proprio tutte e non puoi fare grandi previsioni sul quando e sul come.
Alessandra, sempre preziosa al servizio, ha sostituito una prima volta Lara in battuta ma, purtroppo, la palla non ha pssato la rete.
Lei ha 14 anni, e la tensione di una finale è un’emozione difficile da gestire. Nonostante questo è entrata ancora due volte al servizio durante le partite ed ha saputo dare il contributo di sempre.
Francesca (alzatore) e Debora sono entrate in doppio cambio nella partita decisiva, in un momento difficile, e hanno dato il massimo da subito.
Debora ha messo a segno qualche punto ed entrambe hanno fatto impazzire la ricezione avversaria.
Lucia, Gloria e Anita, nonostante gli acciacchi, erano in campo con il cuore con la squadra.
Il testimone correva sulla pista sempre più veloce, la squadra era sempre più Squadra. Il lavoro in palestra si faceva sentire, il gruppo era sempre più coeso … e si diventava sempre più invincibili.
Questa atmosfera, il vedere una squadra unita dove ognuno in campo o fuori dal campo è conscio che quel risultato è il frutto del contributo che ciascuno dà in palestra, è la gioia più bella che ti porti dietro quando poi alzi la coppa che sigla tutto questo percorso.
Sai bene ed è bello sottolineare che un successo così non si costruisce in un giorno: c’è dietro una società sportiva che lavora in un certo modo e secondo un preciso insieme di valori, c’è stato un ottimo allenatore prima di te che ha impostato un lavoro tecnico egregio, c’è tutta quell’energia che ricevi ogni volta che torni a casa dopo un allenamento o una partita.
Più si impara a far correre quel testimone tutti insieme e maggiori saranno i risultati che arriveranno.
La coppa è finita, ora c’è il campionato … e bisogna farsi trovare ancora più pronti di prima, ma con una consapevolezza superiore del proprio valore.
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nota:
questo articolo è stato pubblicato anche sul sito della Pallavolo C9

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