Regione Abruzzo e Open Data: un po’ di confusione di concetti

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Se al supermercato chiedo il prosciutto cotto e mi incartano la mortadella (o viceversa), di sicuro non sono contento. Il commesso potrebbe avere anche la faccia tosta di dire “Ma dai! Cosa cambia! Sono buoni entrambi con qualche piccola differenza“.
Nessuno lo mette in dubbio, ma le definizioni sono sempre importanti.
La buzzword “open data” ormai è diffusa da tempo, da molto tempo e molte sono state le azioni fatte negli ultimi anni e, nonostante tutto, c’è ancora chi confonde mortadella e prosciutto.
Il confuso di turno è il portale open data della Regione Abruzzo dove, nella sezione “Normativa di riferimento” presenta una cronistoria delle norme che hanno mosso l’open data in Italia.
Fra questi anche il CAD, dove, all’articolo 68 comma 3b1 dice

[…]
b) dati di tipo aperto, i dati che presentano le seguenti caratteristiche:
1) sono disponibili secondo i termini di una licenza che ne permetta l’utilizzo da parte di chiunque, anche per finalità commerciali, in formato disaggregato;
[…]

Di fatto quel per finalità commerciali ha da sempre bandito licenze come la cc-by-nc (nc = no commercial).
licenze_regione_abruzzo

Il catalogo però del portale open data della Regione Abruzzo sembra sostenere pesantemente questa licenza.

Riassumendo degli attuali 157 dataset disponibili si hanno:

  • 100 dataset rilasciati con licenza CC-BY-NC
  • 47 dataset rilasciati con licenza CC-BY
  • 9 dataset rilasciati con licenza IODL 2.0
  • 1 dataset privo di licenza

Considerando che IODL 2.0 è una licenza di attribuzione pari quanto la CC-BY, e che se la licenza non viene definita per l’articolo 52 del CAD il dataset è da ritenersi open data (e per le linee guida dell’AgID con licenza CC-BY 4.0), il risultato è che il 64% dei dataset esposti dal portale open data della regione Abruzzo NON sono open data.

distribuzione_licenze_portale_opendata_abruzzo

Entrando nei dettagli, questi 100 dataset, tutti di tipo territoriale (geodati):
si va dagli edifici scolastici con tutte le informazioni sulla loro sicurezza, a foto aeree (ed anche con qualche dataset in formato proprietario).

È davvero un vero peccato perchè, molti di quei dataset, sono di forte interesse di riuso (in primis in OpenStreetMap), ma ne restringono fortemente gli scenari.

#fail

Grazie a Stefano Sabatini per la segnalazione.

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