OpenStreetMap passato(i), OpenStreetMap futuro(i) di Alan McConchie 2

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Alan McConchie – responsabile della cartografia a Stamen Design e PhD Student della University of British Columbia ha presentato in due occasioni (conferenza AAG e State of the Map US) lo stato di avanzamento della sua ricerca in VGI – volunteered geographic information focalizzata su OpenStreetMap.

qui il testo originale
https://hi.stamen.com/openstreetmap-past-s-openstreetmap-future-s-cafddc2a4736


OpenStreetMap passato(i), OpenStreetMap futuro(i)

La settimana scorsa a AAG ho fatto un intervento nella sessione sull’analisi dei dati di OpenStreetMap [AGGIORNAMENTO: ho avuto un intervento analogo a State of The Map US il 23 luglio 2016. Il video ora è online]


Slides at Slides at http://sta.mn/dnp
Ho seguito tre presentazioni di alcuni dei miei ricercatori preferiti su OSM, Sterling Quinn (@SterlingGIS), Indy Hurt (@IndyMapper), e Jennings Anderson (@JenningsatCU), ciascuno di loro studiano i dati storici di OSM per capire il passato e il presente di OSM.
Si può sapere di più riguardo le loro presentazioni nell’articolo di Diana Stinton pubblicato su Directions Magazine: “The simple map that became a global movement.” (“La semplice mappa che è diventata un movimento globale”)

Anche la mia tesi di dottorato di concentra sulla cronologia dei dati di OSM, ma per questa presentazione ho voluto provare a speculare sul futuro di OpenStreetMap. Nello specifico, ciò che si capisce da un grafico simile a questo, e estrapolare cosa accade se il numero di nodi continua a salire e salire.
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Come tutti i miei colleghi ricercatori sul tema, noi non siamo così tanti interessati a contare i nodi, ma piuttosto a quello che quei nodi ci raccontano riguardo le persone che creano OpenStreetMap. Potreste aver sentito dire che recentemente OpenStreetMap ha superato i 2 milioni di utenti registrati, ma la realtà è che la maggior parte di queste persone non ha mai nemmeno fatto una modifica OSM. Una statistica più significativa è il numero di utenti attivi, con almeno una modifica, per mese. Nel momento in cui scrivo questo numero è di circa 25.000 persone. Più piccolo di 2 milioni, ma ancora in costante aumento

Nella mia ricerca mi confronto spesso con Wikipedia, in quanto è un progetto molto più grande e più vecchio di OSM, ma simile per diversi modi. Wikipedia, inoltre, è ancora in crescita in termini di dimensioni, ma se si guarda con più attenzione si vede che il tasso di nuovi articoli sta rallentando da un lungo periodo, dal 2007 circa.

Discorso analogo vale per gli utenti di Wikipedia. Il conteggio mensile di redattori attivi è in calo dal 2007. Un numero minore di persone sta facendo sempre più lavoro.

Si dice che ci siano ricercatori di Wikipedia, che stanno impazzendo su questa statistica da lungo tempo. Nessuno sa esattamente perché ciò sta accadendo. La causa probabilmente viene da una varietà di fattori, e una possibilità (semplificando molto la questione) è che la comunità di Wikipedia è diventa sempre più inospitale ed é difficile diventarne una parte attiva. O quantomeno che ci sono abbastanza persone difficili da affrontare con la conseguenza che allontanano nuovi collaboratori. (Chi é stato attivo nella comunità OSM potrebbero notare qui alcuni parallelismi.)

Un’altra possibile ragione è la Notability Guideline (linea guida della notabilità) di Wikipedia. In sostanza, in Wikipedia si è raggiunto un consenso per cui ci sono solo alcuni argomenti che sono abbastanza importanti per essere in un’enciclopedia. Tutti i nuovi articoli che non sono considerati notevoli sono stati candidati per la cancellazione immediata.


Naturalmente, ci sono molti wikipediani che sostengono che Wikipedia non dovrebbe essere tenuta agli standard di una enciclopedia tradizionale: non ci sono vincoli di spazio perché non è stampata su carta, quindi perché non avere un articolo su praticamente tutto, a prescindere che sia notevole o meno?

Queste due fazioni sono divenute note come Inclusionists e Deletionists, e praticamente tutti sono d’accordo che i Deletionists hanno vinto.

Tuttavia, questo è uno dei punti chiave dove OSM differisce da Wikipedia. OpenStreetMap non ha alcuna regola di notability! In quanto è teoricamente possibile avere una quantità arbitraria di dettagli. Quando si finisce di mappare le strade, si può iniziare la mappatura dei marciapiedi. Finito con marciapiedi, è possibile mappare cassette postali, alberi e panchine. Nessuno ha idea di dove il livello di dettaglio si concluderà.

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Ma se OSM permette un maggior numero di dettagli, qualcuno dovrà anche mantenerli!

La questione della manutenzione è l’obiettivo fondamentale della mia tesi di dottorato. Chi mantiene OSM? Sono le stesse persone che hanno cominciato dalla mappatura delle strade, o altre persone che si interessano della manutenzione? La manutenzione è abbastanza per mantenere OSM aggiornata?

Nella mia ricerca ho usato il termine “giardinaggio della mappa”, prendendo in prestito il concetto di “giardinaggio wiki” della comunità wiki (visto che Wikipedia ne fa parte). Un wiki giardiniere è qualcuno che non necessariamente scrive nuovi articoli, ma si interessa di corregge errori di battitura e grammatica negli articoli già esistenti, migliorando la formattazione e verificando i funzionamenti dei link, in pratica facendo tutti quei compiti ingrati e poco affascinanti che sono necessari per mantenere il funzionamento di un wiki. Presumibilmente un qualcosa di simile, un “giardinaggio della mappa” deve esistere anche in OSM, ma come?

E che cosa puo offrire per capire il futuro di openstreetmap?
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Qui vorrei fare un passo indietro, tornare al passato, e prendere in prestito un’analogia dalla cosmologia, sullo studio della vita e della morte dell’universo. Dopo il Big Bang, l’universo si è espanso rapidamente. Dopo un po’, l’espansione ha rallentato, ma recenti studi hanno scoperto che in realtà è avvenuta nuovamente una accelerazione. I cosmologi sostengono che ci sia qualcosa che dal nome energia oscura che è la causa di questa accelerazione, ma nessuno è in grado di dire quanta energia oscura esiste. Se se ne ha tantissima, allora l’universo si manterrà in espansione e, alla fine, anche le molecole e gli atomi saranno fatti a pezzi. Questo viene chiamato il Big Rip. Se invece là fuori non c’è molta energia oscura, allora, succederà che la gravità avrà la meglio e l’universo collasserà nel Big Crunch.

Ma quali sono i futuri “cosmologici” per OSM? Il numero di nuove caratteristiche (punti, linee, poligoni) potrebbe continuare ad aumentare, o accadrà un rallentamento fino a fermarsi del tutto?. Allo stesso modo, la quantità di modifiche per manutenzione (quelle del “giardinaggio della mappa”) potrebbere continuare a crescere, o potrebbero rallentare?. L’equilibrio tra queste due attività potrebbe portare OpenStreetMap al equivalente di un Big Rip o un Big Crunch oppure qualcosa di completamente diverso.

Qui ci sono (almeno) quattro scenari che potrebbero verificarsi:

Ma prima diamo uno sguardo a questi scenari. Ecco un grafico (non ancora con dati reali) che illustra le possibilità. Si nota che questo grafico è diverso da quello della cosmologia mostrato in precedenza. In quanto l’asse inferiore non rappresenta il tempo, ma piuttosto una variabile cumulativa che sposta il tempo in alto a destra.

La variabile rappresenta la gestione dei nodi in OpenStreetMap. Quando un utente crea un nuovo nodo, allora il valore aumenta sulla destra, quando invece viene modificato, allora si sposta verso l’alto. Trattandosi di una rappresentazione cumulativa, la linea non sarà mai curva verso il basso e nemmeno si spostare indietro verso sinistra. Ogni quantità annuale di modifiche sposta il grafico a destra, o in alto o in entrambi le direzioni.
(Va sottolineato inoltre, che – per semplicità – si stanno ignorando tutte le linee e le aree, e si stanno osservando i punti “grezzi”, che in OpenStretMap si definiscono “nodi”).

Ed ora vediamo i quattro scenari.

#1: Ghost town

Il nostro primo scenario è la “ghost town” (“città fantasma”), dove i nuovi nodi rallentano, e così anche le modifiche. Fondamentalmente, questo è ciò che accade se ognuno si annoia di OSM (o se una disfunzione della comunità fa si che tutti lascino).

Non è necessariamente simile a questa: (anche se questo è il primo risultato, quando si cerca “ghost town” in OpenStreetMap).

In effetti, lo scenario città fantasma potrebbe apparire come una mappa completa di strade. Ma andrebbe lentamente a perdere gli aggiornamenti, e nessuno andrebbe ad aumentare la quantità di dettagli. Diventerebbe quindi un’istantanea nel tempo.

#2: Garden

Il secondo scenario, il giardino, è quello che accade se le persone smettono di aggiungere nuovi elementi in OpenStreetMap, ma continuano a modificarli e tenerli aggiornati. Forse questo sarebbe accaduto se in OpenStreetMap veniva creato qualcosa come la regola di Notability di Wikipedia. Probabilmente OpenStreetMap potrebbe decidere di avere strade e gli indirizzi, ma non aggiungere troppi dettagli come gli alberi e le cassette delle lettere.

Ma questo scenario richiede, in OpenStreetMap, una grande comunità di redattori che si interessano della manutenzione. Ci saranno sempre nuovi edifici costruiti e quelli vecchi abbattuti, strade che vengono allargate o modificate, argini di fiumi che cambiano il loro corso… Tutte queste informazioni devono essere aggiornate in OpenStreetMap si vuole continuare a rendere la mappa utile.

Ad esempio, ecco un bel giardino in OpenStreetMap, accanto ad alcuni argini ben mappati la cui posizione cambia di anno in anno.

Ed ecco un altro bel giardino. (Naturalmente, sto parlando di tutte le tipologie di caratteristiche di OpenStreetMap, non solo di giardini in senso letterale … ma se create o trovate bei esempi di giardini, vi prego di inviarmi un tweet!)

#3: Borgesian map

Il terzo scenario è quello che accade se la persone continuano ad aggiungere sempre più dettagli per OSM, ma nessuno è in grado di tenere il passo per l’aggiornamento.

In questo scenario, alla fine tutti hanno mappato tutte le strade e i marciapiedi, e iniziato a mappare ogni albero e arbusto, forse anche ogni filo d’erba (per prendere in prestito esempio “più folle” di Harry Wood nel suo intervento del 2011 a State of the Map riguardo OpenStreetMap come un giardino).

Alla fine, OpenStreetMap si avvicinerebbe alla mappa in scala 1:1 descritta da Lewis Carrol, e più tardi in un racconto di Jorge Luis Borges. Nel racconto di Borges, i cartografi sono riusciti a creare una 1:1, per scoprire poi impossibilità del suo utilizzo. Alla fine abbandonano la mappa, parti della quala si trovano ancora sparse nel deserto.

In OpenStreetMap, una mappa in scala 1:1 priva di aggiornamento sarebbe altrettanto inutile. Potrebbe non essere completamente abbandonata, visto che le persone continuano ad aggiungere sempre più dati, ma tutto quello che hanno aggiunto diventerebbe obsoleto e impossibile da verificare. La banca dati di OpenStreetMap sarebbe ingombra di informazioni inutili.

Ma probabilmente non siamo ancora al limite di dettaglio che è al tempo stesso utile e (potenzialmente) mantenibile. OSM ha già alcune proposte in corso riguardo la mappatura di strade come aree invece che linee. Ecco un esempio di alcuni dati municipali (non da OSM) visualizzati da Lou Huang di Mapzen che mostra le linee dei cordoli mantenute dalla città di Philadelphia. Non sarei sorpreso se i volontari di OSM inizieranno ad aggiungere dati a questa risoluzione.

Ma allora dove ci fermiamo? Come altro esempio di micromapping cittadino , qui ci sono tutti i contorni di tutta la segnaletica stradale disegnata sulle strade della città di Cambridge, Massachusetts. Sicuramente alcuni mapper amatoriali in Germania con molto tempo a disposizione stanno pensando a come codificare queste caratteristiche in OSM …

#4: Singularity

Ma cosa accade se la mappa di Borges in scala 1:1 non viene abbandonata per sgretolarsi nel deserto? Che cosa accade se, in qualche modo, OSM continua ad aggiungere caratteristiche, e la comunità continua a mantenerle? Cosa accade se OSM invece che avere 25.000 di contributori mensili, ne in realtà 2 milioni o 25 milioni che quotidianamente controllano e correggono i dati?

Io chiamo questo scenario The Singularity (La Singolarità), ma mi dovete scusare per la miscelazione delle mie metafore. Non sto parlando di una singolarità cosmologica come un buco nero, o il Big Bang. Sto invece prendendo in prestito l’idea di Ray Kurzweil riguardo una rapida accelerazione della potenza di calcolo e della crescita delle informazioni. Mi piace parzialmente questo concetto perché la singolarità è il punto passato di cui non possiamo prevedere o immaginare cosa sarebbe accaduto, e – davvero – non riesco ad immaginare come potrebbe apparire OSM se si trattasse di una mappa in scala 1:1 in constante aggiornamento. La singolarità di Kurzweil, però, è rilevante anche perché OSM probabilmente non può raggiungere un perfetto aggiornamento di una mappa in scala 1:1 senza l’aiuto di algoritmi e l’intelligenza delle macchine. Ma questo è un argomento per un’altra presentazione.

Chissà a cosa sarebbe simile? I giardini di Versailles in OpenStreetMap sono i giardini più dettagliati che ho trovato, ma questo livello di dettaglio potrebbe essere solo l’inizio.

La realtà

Fino ad ora abbiamo usato parecchio tempo a speculare su ciò a cui questi diversi scenari potrebbero essere simili, ed ho mostrato grafici che illustrano come potremmo vedere questi si manifestano nei dati. Ma a cosa assomigliano i dati reali?

Ecco il grafico che mostra il file OpenStreetMap planet, dai primi nodi OSM intorno al 2005, fino al 1° gennaio 2016. La linea mostra il conteggio cumulativo dei nodi creati e modificati per ogni mese, con evidenziati con dei punti ogni gennaio.

Ci sono alcune cose sorprendenti in questo grafico, che non mi aspettavo di vedere. Nei primi anni, si vede per lo più nuovi nodi aggiunti, e non tanti nodi modificati; questo c’era da aspettarselo. Si può vedere che ci sono stati più nuovi nodi nel 2007 rispetto al 2008, in particolare a causa del importazione dei dati TIGER accaduta alla fine 2007. Poi, nel 2008 e soprattutto del 2009, vediamo un numero significativo di modifiche. Non sono sicuro di quello che stava accadendo in quel periodo per spiegare questa esplosione di giardinaggio. Non si correla esattamente con i cambiamenti nella struttura dati OSM (che potrebbero richiedere operazione di correzione a causa di errori di traduzione da un tipo di dati a un altro), e non corrisponde con la disponibilità di nuove immagini ad alta risoluzione satellitare (che potrebbero aver innescato scatti di giardinaggio dove le persone avrebbero migliorato la geometria delle strade mal tracciate). Quel picco precoce di giardinaggio certamente merita ulteriori ricerche.

L’altro aspetto sorprendente di questo grafico è linea costante regolare dal 2010 ad oggi. È scioccante pensare che quando si sommano tutte le attività di modifica di tutto il mondo in OSM, si raggiunge sempre lo stesso rapporto fra nuovi inserimenti e modifiche. Dal 2010 in poi, ogni mese in OSM, ci sono stati circa tre nuovi inserimenti per ogni modifica dell’esistente. OSM ha già inciampato su qualche perfetto equilibrio, la magia verrà mantenuta per sempre? Quale è la particolarità di questo rapporto?

Una cosa che ci insegna lo studio della geografia, è che non si può guardare al mondo come un sistema omogeneo. Abbiamo bisogno di approfondire le dinamiche locali delle comunità OSM. Non basta guardare il file pianeta nel suo complesso. Come si è evoluto OSM su scale più piccole?

Qui Londra, il luogo in cui è cominciato OSM. Lo sviluppo segue un percorso simile a quello complessivo del pianeta. Ma se si guarda da vicino la spaziatura tra anni, iniziano a rallentare (anche quando il rapporto fra creazione e modifica dei nodi rimane stabile). Londra sta affrontando un percorso verso la singolarità? Se rallenta troppo? Accadrà che si trasformerà in una ghost town? Forse la mappa di Londra si avvicina ad essere “completa”?

Tuttavia, se guardiamo a Berlino, un’altra città molto ben mappata, con una forte comunità OSM, vediamo qualcosa di diverso. Negli ultimi due anni, quando Londra ha rallentato, Berlino ha accelerato! Qui hanno trovato nuove cose da mappare.

Tokyo appare anche in crescita per l’aggiunta di informazioni, anche se potrebbe rallentare un po’, come Londra. Ma, una differenza fondamentale fra Tokyo e le prime due, è che il numero di nodi modificati è significativamente inferiore rispetto a nodi creati (il grafico va più in basso verso destra). Tokyo è appare più sulla buona strada per diventare una borgesian map.

In un luogo come Port-au-Prince, Haiti, possiamo vedere la firma di un intenso scoppio di mappatura umanitaria dopo il terremoto del 2010. Vediamo anche scoppi sporadici di successiva attività: in alcuni anni non vi è quasi alcuna attività, ma in altri anni c’è un ritmo vivace di nuovi inserimenti, con un po’ di manutenzione. Questo è un esempio di un luogo dove una comunità stenta a radicarsi ed scongiura di diventare una ghost town.

A San Francisco si può vedere l’influenza iniziale dell’importazione dei dati TIGER (il primo anno è piatto contro l’asse X: si trattai di tutti i nuovi nodi importati, senza manutenzione). Ma negli anni successivi si vede un tasso di forte e crescente attività: in termini relativi, i dati TIGER sono solo un blitz lontano nel passato. Più preoccupante è la tendenza della linea di piegarsi più verso destra invece che verso l’alto. Se San Francisco non aumenta la quantità di modifiche di giardinaggio, tutti questi dati ricchi diventeranno presto obsoleti.

Infine, Mosca. Un’altra città ben mappata con una comunità forte, simile a Londra o Berlino. Ma di tutte le città che abbiamo visto, la pendenza della linea è la più ripida: Mosca ha un proprio mix di creatori di nodi e manutentori nodi, con un significativo alto tasso di manutenzione più che altrove! Si tratta di una differenza culturale all’interno della comunità OpenStreetMap? Vuol dire che mappa di Mosca è più aggiornata e meglio mantenuta? Sarà affascinante scoprirlo!

Infine, questi grafici, in realtà, possono non dirci nulla su quanto la manutenzione sia necessaria per mantenere OSM ad un livello minimo di qualità. Ma siamo in grado di iniziare a pensare a come l’equazione potrebbe essere simile. Sappiamo che ci sono almeno due ragioni per le quali abbiamo bisogno di manutenzione: per correggere l’errore umano nel processo di creazione del nodo, e per mantenere OSM aggiornato per riflettere i cambiamenti nel mondo reale. Il tasso di errore umano è una funzione del numero di nuovi nodi (ed anche errori durante il processo di manutenzione, ma questo per ora si può ignorare), mentre il tasso di cambiamento del mondo reale è una funzione del numero di caratteristiche in OSM che riflettono le caratteristiche del mondo reale. Se OSM decide di includere la raccolta di dati per filo d’erba, ci saranno tantissime modifiche per l’aggiornamento che saranno necessarie ogni volta che qualcuno taglia il prato.

Ecco quello che è un primo tentativo di come questa equazione possa sembrare. A questo punto, tutti i valori sono incognite, ma una cosa è chiara: “il giardinaggio della mappa” non dovrebbe essere e non può essere solo un ripensamento. Nel lungo periodo, senza manutenzione OSM non aggiungerà molto.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di questa ricerca. Contattemi

AGGIORNAMENTO: Bill Morris si è affrettato a dare un parere: “Io voto sicuramente ‘Borgesian map’ come probabile esito qui” … che mi ha fatto pensare, che devo fare un sondaggio twitter. Quindi, fatemi sapere cosa ne pensate di cosa accadrà a OpenStreetMap. Ricordate che potrebbe essere anni o decenni prima di saperlo per certo:
votate

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2 thoughts on “OpenStreetMap passato(i), OpenStreetMap futuro(i) di Alan McConchie

  1. Reply Sergio Farruggia Ago 16,2016 16:16

    Post molto interessante! Grazie per averlo riportato nel tuo blog!
    Un’osservazione a caldo: mi sembra che l’analisi tenda a considerare OSM, come sistema chiuso. Per es., mi pare che il ruolo degli utilizzatori (e dei loro bisogni) sia tenuto sullo sfondo. Tra gli user potenziali le PPAA.
    Forse al riguardo, qualche spunto qua: http://blog.spaziogis.it/2014/09/01/follia-di-mezza-estate/
    Intanto, il “principio d’indeterminazione della cartografia” :), “pone” un limite per lo scenario 4, cmq quello che auspico, a prescindere dalla disponibilità di “algoritmi e intelligenza delle macchine”.
    Ciò che è fondamentale credo sia il cambiamento concettuale che OSM ha rappresentato.

    • Reply napo Ago 16,2016 18:27

      a far bene bisognerebbe coinvolgere Alan nella discussione 🙂
      Non mi sembra che consideri OSM un sistema chiuso, ma, piuttosto, evidenzia che molti utenti si registrano ma sono lenti nel contribuire se non, addirittura, non fanno nemmeno un inserimento.
      Fra le righe fa un riferimento agli utilizzatori (fa presente che l’aggiornamento e’ comunque legato all’interesse di chi lo usa).
      L’analisi di Alan e’ molto importante per riuscire a capire la comunita’ e, di riflesso, la qualita’ dei dati.

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