de.straba.us http://de.straba.us destrabauz thoughts Tue, 20 Mar 2012 15:34:52 +0000 en hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.3.1 vento in poppa per openstreetmap :) http://de.straba.us/2012/03/20/vento_in_poppa_per_openstreetmap/ http://de.straba.us/2012/03/20/vento_in_poppa_per_openstreetmap/#comments Tue, 20 Mar 2012 15:00:53 +0000 napo http://de.straba.us/?p=1240 Con l’articolo “Facing Fees, Some Sites Are Bypassing Google Maps” (davanti ai costi, alcuni siti decidono di abbandonare Google Maps), il New York Times racconta di come il mondo delle mappe online stia piano piano abbandonando il servizio di Google Maps.
Fra i servizi scelti, per la maggiore, la scelta ricade su OpenStreetMap.
Perchè?
Beh! Le ragioni sono tante, e sono ben documentate nel sito Switch2OSM.org. Alcune volte si tratta di fare i “conti della serva” per capire se il nuovo tariffario di Google Maps è sostenibile agli scopi del sito, oppure si ha la necessità di avere rappresentazioni diversi della mappa e magari con qualche dettaglio che Google Maps proprio non ha.
Fra gli “illustri” che hanno fatto questo switch a openstreetmap troviamo:

La lista può andare avanti con personaggi più o meno famosi (la stessa Yahoo, con Flickr, dal 2008 – in occasione delle Olimpiadi di Pechino – fa uso di OpenStretMap in qualche zona del mondo non coperta dal suo provider di mappe – http://blog.flickr.net/en/2008/08/12/around-the-world-and-back-again/).

In mezzo però a tutte queste migrazioni, che non fanno altro che dare maggior soddisfazione alla riuscita del progetto, vanno segnalati però alcune altre azioni che stanno offrendo ad OpenStreetMap sempre più supporto.
Anche qui la lista è lunga, e quanto segnalato sicuramente si dimenticherà di qualcuno.
In primis vanno messe tutte quelle pubbliche amministrazioni che stanno sposando il paradigma open data e che – nei casi in cui la licenza è compatibile al progetto – di fatto stanno fornendo alcuni dataset su cui la comunità ragiona e sviluppa e migliora la mappa del mondo.
A seguire va citata anche Microsoft, che quasi un anno fa, ingaggiando Steve Coast – il fondatore di OpenStreetMap – ha dato il permesso del ricalco delle foto aeree di Bing – http://www.bing.com/community/site_blogs/b/maps/archive/2010/11/23/bing-engages-open-maps-community.aspx.
Fra le novità però, proprio il giorno prima dell’articolo del New York Times, è arrivata una donazione alla OpenStreetmap Foundation – http://blog.osmfoundation.org/2012/03/19/esri-donation/.

Da ieri però la comunità è in attesa anche di un nuovo importante player: World Bank
World Bank si era già espressa a suo tempo nel suo interesse di avere geodati raccolti dalla comunità, e, per tale scelta, è andata nella direzione di Google Map Makers.
Ora però, con il blog post di World Bank “Maps for Open Development” la porta sembra aprirsi anche ad altre piattaforme che hanno dimostrato di essere vincenti.
E OpenStreetMap non può che essere pole position.
Molto interessanti da leggere le considerazioni fatte da Alex Barth di DevelopmentSeed sul tema -
http://developmentseed.org/blog/2012/mar/19/world-bank-open-geo-data/

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Il consorzio dei comuni del Trentino apre uno sportello assistenza su OpenOffice http://de.straba.us/2012/03/15/il-consorzio-dei-comuni-del-trentino-apre-uno-sportello-assistenza-su-openoffice/ http://de.straba.us/2012/03/15/il-consorzio-dei-comuni-del-trentino-apre-uno-sportello-assistenza-su-openoffice/#comments Thu, 15 Mar 2012 10:32:27 +0000 napo http://de.straba.us/?p=1231

Risponde a quesiti telefonici, formula risposte a quesiti scritti, redige circolari informative, garantisce assistenza e consulenza ai Comuni e agli Enti soci nell’ambito di tutte le problematiche connesse all’informatica e all’adozione del cosi detto “software aperto” ed in particolare di quelle specifiche applicazioni utilizzate per il quotidiano lavoro di ufficio che vanno sotto il nome di “open office”

queste, più le informazioni di contatto e delle persone che offrono il supporto, le parole con cui il Consorzio dei Comuni del Trentino presenta l’iniziativa “Consulenza Open Office e Informatizzazione dei Comuni

L’iniziativa era stava ipotizzata ancora a fine novembre all’interno del convegno “Open Comune
Il tutto nasce in seguito alle decisioni di Trento e Rovereto, i due comuni più grandi del Trentino, di passare a OpenOffice.
Notizia ripresa poi, a suo tempo, anche dalla trasmissione Le Iene - http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/250977/fubini-software-liberi.html

Da lì tanti piccoli passi avanti nel percorso di migrazione ed altri i comuni, di diverse dimensioni, che hanno aderito all’iniziativa.

Ora lo sportello che fornisce consulenza, non solo per quello che riguarda OpenOffice, ma, più in generale l’open source.

Un piccolo passo avanti nell’adozione del software libero che forse varrebbe la pena imitare anche altrove: risparmiare in costi di licenze, per investire in funzionalità, formazioni e strumenti di supporto.

BELLO!

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ecosistema Open Data http://de.straba.us/2012/02/22/ecosistema-open-data/ http://de.straba.us/2012/02/22/ecosistema-open-data/#comments Wed, 22 Feb 2012 16:15:43 +0000 napo http://de.straba.us/?p=1206 Molte delle discussioni intorno al concetto open data fanno emergere quelli che sono i prodotti finali: articoli, infografiche, mashup, trasparenza verso i cittadini, servizi …
Prodotti che sono un ottimo esempio di cosa si ottiene dai dati, ma che vanno interpretati come prodotti che un numero superiore di attori potrebbe creare se l’accesso ai dati fosse aperto.
Si tratta di una apparente banalità, ma fondamentale per capire il concetto di open data.
In quella che viene definita la gerarchia della conoscenza, i dati occupano sempre una posizione di partenza.
Uno degli schemi classici è quello della DIKW Hierarchy, ovvero il percorso:

DATA -> INFORMATION -> KNOWLEDGE -> WISDOM

I dati pertanto sono materia prima e chiedono molta lavorazione per arrivare ad un prodotto finito.
Open Data è prima di tutto un paradigma: dati accessibili a chiunque senza restrizioni tecnologiche e bassi vincoli legali.
Le motivazioni per cui abbracciare questo paradigma dipendono dagli scopi di ciascun produttore di dati.
Semplificando è possibile riconoscere i produttori di dati in 3 categorie di attori:

  • pubblica amministrazione:
  • aziende
  • comunità

Fra questi, l’attore per cui risulta facile capire perché abbracciare l’open data è, senza ombra di dubbio, la pubblica amministrazione. Il suo fine è quello di gestire il bene pubblico e di migliorarlo con i propri servizi. I dati sono prodotti e utilizzati per tale scopo e, i costi di produzione, sono spesso coperti dalla comunità stessa. Decidere di rilasciare questi dati come open data può essere visto come una conseguenza naturale che, oltre a favorire la trasparenza di processi, può favorire anche la crescita socio-economica di un territorio.
Di contro, le aziende hanno un fine completamente diverso che è quello di migliorare il proprio profitto e, per tale motivo, il rilascio dei dati deve essere pianificato in una ottica che porti vantaggio a se stessa e questo dipende da azienda ad azienda e da modello di business scelto.
In mezzo a questi due estremi ci sono le comunità. Anche qui ci sono le sue complessità, in quanto, il concetto di comunità esprime un qualsiasi insieme di persone che partecipa a progetti comuni. A grandi linee possiamo indicare le comunità aperte (OpenStreetMap, Wikipedia …), le comunità scientifiche, le associazioni no profit e quelle di categoria ecc…
Ciascuna di queste ha le sue regole ma spesso mette a fattor comune i propri sforzi fornendo anche dati che, in molti casi, vengono messi a disposizione a terzi.
Semplificando ulteriormente ciascuno di questi 3 attori presentati ha un suo fine preciso nello sposare il paradigma open data, alla base di tutto esiste una consapevolezza: rilasciare i dati per entrare a far parte di un ecosistema, l’ecosistema open data. Il passaggio obbligato per entrare in questo ecosistema è prima di tutto capire cosa è open data e cosa non lo è. Il filtro avviene in maniera quasi spontanea sulla base delle regole a cui ciascun attore è sottoposto partendo dai vincoli giuridici.
Superato questo ostacolo si entra in questo circuito da cui chiunque può trarre vantaggio. Il carburante principale di questo mondo sono i dati, più sono i dati e maggiormente questo ecosistema si può espandere e, di conseguenza, avere ricadute sulla società e sull’economia.
Il meccanismo però, per attivarsi ha bisogno di catalizzatori.
Questi catalizzatori possono essere visti sia sul piano tecnologico che su quello giuridico, ma, a giocare un ruolo rilevante deve essere la partecipazione.
Creare partecipazione non è facile e serve una strategia.
A giocare un ruolo importante, in parte per la sua missione, in parte per la quantità di dati che può offrire, è la pubblica amministrazione.
Un punto di partenza può essere nel cominciare a capire quali sono le esigenze dei vari uffici che producono e consumano dati all’interno della P.A.: confrontarsi con loro, capire le criticità, individuare i servizi con cui questi dati possono essere gestiti e produrre (se necessario) innovazione.
In sintesi una metodologia di analisi->miglioramento->disseminazione
Si tratta di un percorso che va incontro a comunità compatibili fra di loro:

  • gli operatori della p.a. – che sono i produttori ed anche i primi consumatori di dati (data prosumers) che possono individuare criticità e informare di quali altri dati hanno bisogno nel loro lavoro e di come vorrebbero riceverli.
  • gli esperti di dominio – coloro che svolgono un lavoro analogo agli operatori della p.a., sugli stessi dati, e che di questo ne hanno fatto una professione
  • i creatori di innovazione – chiunque, usando quei dati, è uscito dal dominio per cui sono stati creati

e che porta poi ad una strategia fatta di comunicazione, apparati normativi e tecnologia che sia in grado di inserire in questo ecosistema nuovi attori.
Migliorare la banche e gli strumenti di una p.a. implica poi miglioramento dei servizi. Ogni innovazione portata dovrebbe essere pensata per potersi offrire anche a terzi e non solo nella soluzione del servizio.
Un percorso, che fra le sue finalità tecnologiche, dovrebbe raggiungere l’obbiettivo dei dati come servizio (data as service).

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I geodati della Provincia Autonoma di Trento ora sono Open Linked Data http://de.straba.us/2012/02/17/i-geodati-della-provincia-autonoma-di-trento-ora-sono-open-linked-data/ http://de.straba.us/2012/02/17/i-geodati-della-provincia-autonoma-di-trento-ora-sono-open-linked-data/#comments Fri, 17 Feb 2012 17:18:28 +0000 napo http://de.straba.us/?p=1191

La delibera a firma del presidente Lorenzo Dellai è stata approvata stamani dalla giunta provinciale
PROVINCIA DIGITALE: DISPONIBILI ON LINE I PRIMI DATI GEOGRAFICI

Con queste parole comincia il comunicato numero 394 dell’ufficio stampa della Provincia Autonoma di Trento (PAT).
Con questa azione la PAT ha reso disponibile un patrimonio di 161 dataset che descrivono il territorio. I temi presentati sono molto ghiotti: si va dal grafo stradale, all’uso del suolo, passando per ciclovie, beni ambientali, sorgenti, siti archeologici, vecchie strade romane, miniere storiche, impianti di risalita … ecc…
Parte di questo materiale era già disponibile per il download, ma priva di tutto quello che serviva per poter rientrare nell’insieme degli Open Data.
L’accesso ai dati avviene attraverso il geoportale della Provincia seguendo il collegamento per la ricerca nel geocatalogo
Facendo click lì si scoprono informazioni ancora più importanti per chi ha chiaro il concetto di Linked Open Data.
Il testo infatti recita

Il geo-catalogo permette di classificare, descrivere e ricercare informazioni relative a geo-dati e geo-servizi secondo le specifiche tecniche del Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali del DigitPA. I servizi di accesso ai tematismi Open Government Data, con licenza Creative Commons Zero – CCZero e in formato RDF, sono attualmente in fase sperimentale.

Questo pertanto mette in evidenza l’uso della Creative Commons Zero che, a differenza di quanto espresso nel comunicato stampa (“con le stesse modalità potranno essere riusati e redistribuiti“) permette di riutilizzare e distribuire i dati per qualsiasi scopo in quanto questo strumento esprimere gli stessi concetti del pubblico dominio).
Sul fronte tecnico viene poi aperta la porta ai Linked Data vista la presenza dei metadati espressi in RDF.
Per quello che riguarda poi lo specifico dei geo dati siamo in sintonia con le direttive INSPIRE (a sua volta recepito nel CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale http://www.digitpa.gov.it/cad/dati-territoriali) pertanto si fa uso di formati aperti, corredati dalle loro descrizioni e distribuiti da un geo-portale.

Per i tecnofili curiosi alcuni degli ingredienti di questo geo-portale sono il software open source GEO Network esteso sul fronte semantico con GeoWordNet.

Senza ombra di dubbio un grande passo avanti nel mondo degli Open Government Data (siamo davanti al primo esempio nazonale di Open Linked Data e su dati molto appetibili per le aziende) e promessa mantenuta da parte della Provincia Autonoma di Trento dopo l’annuncio a Internet Governance Forum 2011 – http://www.igfitalia2011.it/programma/open-trentino

Ora il compito va a tutta la comunità nel saper valorizzare questo patrimonio e vincere la sfida degli Open Data che vogliono, da una parte trasparenza e dall’altra innovazione.
La comunità deve continuare a vigilare e diffondere questa cultura, la pubblica amministrazione (in questo caso la Provincia Autonoma di Trento) a creare sempre più catalizzatori per favorire l’ecosistema open data e le aziende a trasformare in oro questa materia prima.

Un sentito grazie alla comunità di Trentino Open Data – in particolare a Pavel Shvaiko e a tutto il personale della Provincia Autonoma di Trento che ha permesso questo importante passo.

PS:
Rimanendo in ambito Trentino ora siamo in attesa delle promesse del comune di Trento – http://www.comune.trento.it/Sezioni-politiche/Consiglio-Comunale/Attivita-del-Consiglio/Interrogazioni/Interrogazione-n.-276-del-2011

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OpenSeaMap mostra il percorso della “Costa Concordia” http://de.straba.us/2012/01/20/openseamap-mostra-il-percorso-della-costa-concordia/ http://de.straba.us/2012/01/20/openseamap-mostra-il-percorso-della-costa-concordia/#comments Fri, 20 Jan 2012 13:55:32 +0000 napo http://de.straba.us/?p=1179 Martin Koppenhoefer, il nostro “germanico romano” della comunità italiana di OpenStreetMap ci chiede di diffondere questo comunicato stampa da parte di Markus Bärlocher – ideatore del progetto OpenSeaMap.
Il testo originale il tedesco si trova qui
http://lists.openstreetmap.org/pipermail/talk-it/2012-January/026464.html

— Comunicato stampa —

OpenSeaMap – www.OpenSeaMap.org – mostra su carta nautica il relitto della nave da crociera “Costa Concordia” e la sua rotta prima dell’incidente.
Le navi da recupero vengono mostrate qui – http://map.openseamap.org/map/index.php?lang=it&zoom=14&lat=42.34482&lon=10.9324&layers=BFTFFFTFFTT0TFT – in tempo reale.

OpenSeaMap – la mappa nautica libera – mostra l’isola la costa dell’isola del Giglio con la posizione del relitto e il percorso esatto dell’incidente.

Con un clic sui vari oggetti rappresentati è possibile avere informazioni riguardo alle posizioni delle navi presenti nella zona (dati AIS), informazioni sui venti e mappe metereologiche, tutto in tempo reale
A partire dall’Italia è poi possibile viaggiare in qualsiasi altro punto del mondo. Attraverso le funzioni di zoom l’utente si sposta da una visione panoramica fino alla planimetria di un qualsiasi porto nel mondo, ottenendo maggiori informazioni e accedendo ai 1,7 milioni di articoli di Wikipedia collegati.

OpenSeaMap fa parte di OpenStreetMap, un progetto open source, in cui volontari – come in Wikipedia – condividono la loro conoscenza con tutto il mondo. Dati spaziali accurati e tempestivi vengono combinati con informazioni di navigazione.
Quanto prodotto è totalmente libero a disponibile a gratuitamente (Open Data)
La mappa nautica è creato e usata dagli appassionati delle attività legate all’acqua. I praticanti di vela, motoscafo, barca, surf, subacquea, canoa e pesca ne utilizzano i dettagli e le varie informazioni.

Tutti possono partecipare: le modifiche e le integrazioni sono visibili al mondo in pochi minuti.

Le principali sfide per il 2012 sono l’acquisizione delle misurazioni sulla profondità dell’acqua , le relative tecniche per i calcoli scientifici, lo sviluppo di applicazioni offline per dispositivi mobili e plotter cartografici. Questo attraverso una forte crescita della comunità, la collaborazione con università e organizzazioni professionali che daranno al progetto uno slancio straordinario e maggior qualità.

Il crescente supporto verso la cultura Open Data da parte della pubblica amministrazione genera sinergie preziose.


Un sentito grazie a Volker Schmidt, Alech Hostel e Martin Koppenhoefer per il supporto nella traduzione :)

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mapnificent: mappe temporali di trasporto pubblico http://de.straba.us/2012/01/05/mapnificent-mappe-temporali-di-trasporto-pubblico/ http://de.straba.us/2012/01/05/mapnificent-mappe-temporali-di-trasporto-pubblico/#comments Thu, 05 Jan 2012 14:01:47 +0000 napo http://de.straba.us/?p=1164 Time Travel Maps LondonQuale è l’area nel tempo di X minuti coperta dai trasporti pubblici ci una città?
Il problema se lo era già posto MySociety ancora nel 2006 con le Time Travel Maps dell’Inghilterra.
Riprendendo poi lo studio nel 2007 con i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici verso un determinato punto della città di Londra facendo anche delle comparazioni con i costi delle case e rilasciando anche documentazione e codice sorgente

Studi che poi hanno dato vita al progetto Mapumental: servizio web da cui poter accedere a queste informazioni (anche creando applicazioni esterne) e acquistare mappe personalizzate – http://shop.mapumental.com/samples/ con il vincolo però della copertura del solo territorio inglese.

A superare questo vincolo ci ha pensato Stefan Wehrmeye con il progetto Mapnificenthttp://www.mapnificent.net/ utilizzando i dati pubblici rilasciati da alcune aziende di trasporto per Google Transit nel formato GTFS. Il risultato pertanto è quello di poter calcolare – per le città dove i dati sono stati resi pubblici – i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici verso un determinato luogo.
Per l’Italia, l’unica città disponibile è Torino … eppure, come già visto nel post “dati dei trasporti: ma perchè solo per google?“, potrebbero essere una dozzina …
Inutile elencare quali siano i vantaggi nel poter utilizzare questo strumento.
Se si considera poi che Mapnificent (così come mapumental) offre anche delle API http://www.mapnificent.net/docs/ a cui potersi collegare per creare una mappa nel proprio sito o effettuare dei calcoli, gli scenari si moltiplicano.

… eppure basta veramente poco per aprire quei dati …

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dati dei trasporti: ma perchè solo per google? http://de.straba.us/2011/12/28/dati-dei-trasporti-ma-perche-solo-per-google/ http://de.straba.us/2011/12/28/dati-dei-trasporti-ma-perche-solo-per-google/#comments Wed, 28 Dec 2011 16:04:33 +0000 napo http://de.straba.us/?p=1147 Da parecchio tempo Google offre il servizio Google Transit – http://transit.google.com
Si tratta di un servizio molto utile:

quale autobus/treno/tram prendere per spostarsi il più velocemente da un punto ad un altro di una città raggiungendo anche a piedi una delle rispettive fermate/stazioni?

L’utente inserisce l’indirizzo dove si trova e quello da raggiungere e il sistema restituisce tutte le informazioni necessarie in relazione anche alla fascia oraria in cui ci si sta spostando.

Per fare questo Google ha bisogno dei dati delle agenzie di trasporto. Il “Google Transit Partner Program” – http://maps.google.com/help/maps/transit/partners/ richiede che i dati siano strutturati secondo il formato GTFS – General Transit Feed Specification per cui Google fornisce specifiche e strumenti – http://code.google.com/intl/it-IT/transit/spec/transit_feed_specification.html – con licenze aperte con pochissimi vincoli (CC-BY per la documentazione e Apache License 2.0 per gli strumenti software – http://code.google.com/p/googletransitdatafeed/).

GTFS LogoAlcuni dei GTFS feed (= le risorse da cui scaricare le informazioni dei trasporti delle varie agenzie) sono resi pubblici sul sito http://www.gtfs-data-exchange.com. Alcuni di questi dati vengono rilasciati direttamente dalle fonti ufficiali, altri sono il risultato di operazioni di scraping da parte di utenti.

Curiosando fra i dati disponibili per l’Italia – http://www.gtfs-data-exchange.com/agencies/bylocation – si trovano in lista solo Torino (da fonti ufficiali) e la regione Sardegna (da fonti non ufficiali).
Sul sito ufficiale per di Google Transit – http://www.google.com/intl/it/landing/transit/text.html#eu – la lista però è molto più lunga, infatti si trovano ben 12 agenzie:

A questo punto è normale chiedersi dove si trovano i GTFS feed di queste agenzie e perché sono disponibili solo per google e non a chiunque.
Siamo davanti ad un servizio pubblico la cui informazione deve essere disponibile a tutti (altrimenti chi lo va a prendere l’autobus se non sa quando passa?).
Permettere anche a terzi di usare questi dati può dare vita a nuovi servizi, a nuove idee, probabilmente maggiormente scalate sulla realtà di chi, in quella città, ci vive.
Oltre agli strumenti proposti da google stessa per interagire con il formato GTFS, ci sono terzi che hanno sviluppato applicazioni analoghe.
Fra questi va segnalato OpenTripPlanner – http://opentripplanner.org, software rilasciato con licenza LGPL, usato già anche da diverse agenzie di trasporto.

Non siamo davanti a qualcosa da tenere nascosto, sono dati di trasporto PUBBLICO, e non è possibile che a trarne maggior vantaggio sia solo una azienda.
Si chiama Open Data, non è difficile, si è già dimostrato di aver fatto già un bel passo avanti nel fornire i dati in GTFS, si tratta solo di rendere pubblici questi indirizzi e di dichiarare che sono di pubblico dominio.
… speriamo che presto qualcosa cambi …

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Trento: OpenStreetMap Evolution http://de.straba.us/2011/12/15/trento-openstreetmap-evolution/ http://de.straba.us/2011/12/15/trento-openstreetmap-evolution/#comments Thu, 15 Dec 2011 18:20:06 +0000 napo http://de.straba.us/?p=1143

Simple animation with openshot video editor by using the images created with the project osm-history-renderer

The location is Trento Italy

For the music i used Light of Néstor Gonzalez stored on jamendo http://jamendo.com/it/track/875500

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Dati di Vienna e modulo Drupal http://de.straba.us/2011/12/14/dati-di-vienna-e-modulo-drupal/ http://de.straba.us/2011/12/14/dati-di-vienna-e-modulo-drupal/#comments Wed, 14 Dec 2011 15:43:20 +0000 napo http://de.straba.us/?p=1137
Il comune di Vienna oggi informa – http://data.wien.gv.at/apps/drupal-modul.html – di una iniziativa da parte dalla comunità austriaca degli sviluppatori Drupal – http://www.drupal-austria.at/

Si tratta di un modulo Drupal sui dati aperti di Vienna.
Il progetto nasce durante il secondo DrupalCamp tenutosi a Vienna permette di rappresentare, su una mappa (che fa uso di OpenStreetMap come background) alcuni geodati della città (stazioni del prestito biciclette, ospedali e università).

A prima vista può sembrare qualcosa di semplice, ma, andando nei dettagli si scopre che ogni dato viene fornito con una definizione della tipologia di contenuto.
Tipologia mappata sui vocabolari di Schema.org – http://www.schema.org
Operazione permette quindi di distribuire i dati in formato RDFa (quindi Linked Open Data) con tanto di servizio endpoint SPARQLhttp://austria.drupaldata.com/sparql

La demo del modulo Drupal è presente al sito http://austria.drupaldata.com da cui è possibile accedere anche al catalogo dei dati in RDFa – http://austria.drupaldata.com/vienna/datasources
Oltre ai dati di Vienna sono disponibili anche quelli di Linz (altra città austriaca che ha aperto i dati – http://data.linz.gv.at/daten).

Il modulo – anche se ancora in via di sviluppo – è disponibile a questo indirizzo http://drupal.org/project/odv

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GeoPortale Emilia-Romagna: perchè non passare da NC a SA? E fare open data? http://de.straba.us/2011/11/22/geoportale-emilia-romagna-perche-non-passare-da-nc-a-sa-e-fare-open-data/ http://de.straba.us/2011/11/22/geoportale-emilia-romagna-perche-non-passare-da-nc-a-sa-e-fare-open-data/#comments Tue, 22 Nov 2011 16:48:35 +0000 napo http://de.straba.us/?p=1118 Ieri, fra le tante presentazione dei barcamp dell’evento “Digital Agenda going local” di Bologna, c’è stato anche l’intervento della Regione Emilia Romagna riguardo il loro geoportale.

Nell ultime slide il riferimento ai data set rilasciati con licenza Creative Commons Attribution No Commercial.
Si trattava praticamente di dati utili alla mobilita’: grafi stradali, numeri civici, sentieristica, piste ciclabili (?), …
Quelli che, sul geoportale rientrano nella categoria “Reticoli”, “Civici” e “Punti fiduciali”

Purtroppo non c’è stato modo di discutere della questione, ma, andando sul sito si trova un riferimento ad una risposta di una osservazione fatta dall’associazione opengeodata. Questo il pezzo in questione

[...]
In sostanza tutti i dati “Regionali” hanno la licenza CC-by 2.5 ma alcuni strati, costruiti con i contributi dei Comuni e che diversi tra loro vendono (come il reticolo stradale ed i numeri civici) devono essere esposti con la licenza “Non Commerciale” per evidenti motivi.

Immagino che il problema sia dovuto al fatto che questi dati influenzino le casse di bilancio di alcuni comuni che rivendono ai soliti vendor
(Garmin. TeleAtlas ecc…).
[...]

L’osservazione è corretta, e la giustificazione può essere valida, ma facciamo questa considerazione:
nel concetto di open data le licenze si limitano a tre casisistiche

      pubblico dominio
      attribuzione
      condivisione allo stesso modo

Quest’ultima si porta dietro gli stessi modelli del copyleft (es. la GPL).
Nel caso del software libero molte aziende traggono vantaggio dal dual licensing: il software è distribuito con una licenza copyleft (una molto forte è l’Affero GPL). Ci sono aziende a cui l’aspetto copyleft non torna utile in quanto, in un processo di integrazione, la licenza copyleft obbliga a rilasciare anche il resto del software, e quindi sono ben disposte a comprare la versione proprietaria (che di fatto si traduce in un certificato che permette di fare del prodotto l’uso che ne vogliono).

Bene o male è lo stesso procedimento che sta facendo la Regione Emilia-Romagna con il suo geoportale, ma quindi, perchè non fare il ragionamento analogo e pensare a questi dati come una infrastruttura di servizi, e quindi a qualcosa di simile al software e utilizzare pertanto il vincolo “Share a Like”?

Oltre al fatto di poter dire che i dati sono, di fatto, degli open data, si darebbe un valore aggiunto alle piccole aziende che operano sul territorio.
La formula “share a like” sicuramente “spaventa” i “soliti noti”, in quanto, in ogni caso, nell’operazione di importazione dei dati acquisiti dalla p.a. devono fare delle operazioni di conversione del dato che obbliga loro a rilasciare il dataset, se poi questi necessitano anche di essere uniti con l’intero database, la situazione si fa ancora più complessa (= tutto il patrimonio dei dati deve essere rilasciato) e pertanto continueranno a seguire la formula del dual licesing.
Lo stesso problema potrebbe accadere a delle piccole aziende o delle startup che operano sul territorio, ma queste invece potranno specializzarsi su delle nicchie, generare dati collegati (e non integrati) a quelli che la p.a. mette a disposizione, inventare nuovi servizi sui dati senza venderli ma anche senza acquistarli.

In ogni caso sarebbe opportuno informare che la Regione è aperta al dialogo verso coloro che vogliono usufruire il dato per altri scopi attraverso formule contrattuali “ad hoc”.

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